
Baltic Yachts ha consegnato Alice, il nuovo Baltic 121 Custom di 37 metri, uno yacht a vela interamente costruito in carbonio che nasce con un obiettivo preciso: affrontare lunghe navigazioni mantenendo prestazioni elevate, ma senza rinunciare al comfort necessario per vivere a bordo per periodi prolungati. Varato lo scorso maggio a Jakobstad, in Finlandia, Alice ha ora concluso le prove ed è stato consegnato al suo armatore.
Il progetto è di Malcolm McKeon Yacht Design, che ha curato architettura navale e linee esterne, mentre gli interni sono firmati da Adam Lay Studio. La barca misura 37,08 metri di lunghezza fuori tutto, ha un baglio di 8,30 metri e un dislocamento a vuoto di circa 108 tonnellate, delle quali 35 costituiscono la zavorra.
Nonostante le dimensioni, il Baltic 121 non nasce come un superyacht destinato prevalentemente alla vita in rada. Il brief dell'armatore chiedeva una vera barca per navigare, destinata a crociere familiari di lungo raggio e capace di combinare velocità, affidabilità e relativa semplicità di gestione.
Scafo in carbonio e chiglia telescopica
Per raggiungere questo risultato, Baltic ha fatto largo uso del carbonio sia per lo scafo sia per la struttura, riducendo il peso e permettendo di sviluppare un piano velico importante senza arrivare a dislocamenti particolarmente elevati per uno yacht di queste dimensioni.
Una delle soluzioni tecniche più interessanti è la chiglia telescopica. Il pescaggio può variare da 4,15 a 6,40 metri. Con la chiglia completamente abbassata, la barca può contare su un maggiore momento raddrizzante e quindi sfruttare meglio il piano velico in navigazione; sollevandola, diventa invece possibile accedere a porti e zone di ancoraggio che sarebbero difficilmente raggiungibili con un pescaggio fisso superiore ai sei metri.
Una barca pensata per vedere il mare anche dall'interno
Un altro elemento caratteristico di Alice è la grande tuga vetrata. McKeon ha utilizzato superfici trasparenti molto estese per creare una zona interna dalla quale è possibile mantenere una visuale quasi a 360 gradi. È una soluzione che modifica in parte il rapporto tradizionale tra coperta e interni sulle grandi barche da crociera, permettendo di vivere gli spazi protetti senza perdere il contatto visivo con il mare.
Gli interni progettati da Adam Lay Studio seguono invece un'impostazione relativamente sobria, con legni dai toni chiari e materiali pensati per sopportare l'utilizzo quotidiano durante lunghe permanenze a bordo.
All'esterno troviamo un bimini fisso a protezione del pozzetto e un piano velico generoso. La scelta di utilizzare tecnologie già sperimentate, anziché sistemi particolarmente complessi, risponde alla richiesta dell'armatore di avere una barca affidabile anche quando si naviga lontano dalle strutture di assistenza.
Il ritorno alle grandi barche a vela da viaggio
Il Baltic 121 rappresenta anche una tendenza che negli ultimi anni si sta facendo sempre più evidente nel settore dei grandi yacht a vela. Alla ricerca della massima superficie interna si affianca nuovamente l'interesse per barche capaci di navigare realmente per migliaia di miglia, con autonomie elevate e prestazioni che permettano di sfruttare la vela anche durante i trasferimenti oceanici.
Alice non è quindi soltanto un 37 metri destinato alla crociera di lusso. Con 108 tonnellate di dislocamento, struttura in carbonio, chiglia telescopica e un progetto sviluppato intorno alla navigazione oceanica, Baltic ha cercato di costruire una grande barca che rimanga, prima di tutto, una barca a vela.
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