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sabato 5 settembre 2026
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Bali 4.3, torna un nome storico ma il catamarano è completamente nuovo

Il nuovo Bali 4.3 misura 13,98 metri e porta nei 43 piedi soluzioni derivate dai modelli maggiori: rooftop, 48 volt, 3.000 W solari e grandi autonomie.

Balì presenta il nuovo Balì 4.3 che ripropone le linee del Bal' 70
Balì presenta il nuovo Balì 4.3 che ripropone le linee del Bal' 70
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Bali Catamarans riporta in gamma il nome Bali 4.3, ma dietro una sigla già conosciuta c’è un catamarano completamente nuovo. Il modello, appena presentato dal cantiere francese, misura 13,98 metri fuori tutto e porta nella fascia dei 43 piedi molte delle soluzioni sviluppate negli ultimi anni sui Bali di maggiori dimensioni, dal 5.2 al 5.8 fino al nuovo 7.0.

La scelta del nome non è casuale. Il primo Bali 4.3, presentato nel 2015 e rimasto in produzione fino al 2021, è stato uno dei modelli che hanno contribuito a definire l'identità del marchio. Era lungo 13,10 metri, largo 7,12 e dislocava circa 11,3 tonnellate. Il nuovo 4.3 cresce fino a 13,98 metri, porta il baglio a 7,42 metri e raggiunge le 14 tonnellate a vuoto. È quindi una barca diversa, non un aggiornamento della precedente generazione.

Il progetto conserva però gli elementi che negli anni sono diventati caratteristici dei Bali. A prua non ci sono le tradizionali reti tra gli scafi, sostituite da un ponte rigido che forma un vero pozzetto, raggiungibile direttamente dal salone. A poppa torna la grande porta basculante Bali che, una volta sollevata, elimina di fatto la separazione tra dinette e pozzetto, creando un unico ambiente sullo stesso livello.

Più spazio senza passare a un catamarano più grande

Uno degli aspetti sui quali il cantiere ha lavorato maggiormente è lo sfruttamento degli spazi. Sul ponte superiore è stato ricavato un rooftop suddiviso in tre aree: postazione di governo, zona conviviale e prendisole. Un bimini esteso protegge l'intera area, mentre le manovre sono concentrate vicino alla timoneria per consentire la gestione della barca anche con equipaggio ridotto.

Anche gli interni seguono questa impostazione. La cucina è collocata al centro della zona giorno e, con la porta di poppa aperta, rimane direttamente collegata sia al salone sia al pozzetto. La versione armatoriale dispone di un letto largo 180 centimetri e di maggiori spazi destinati allo stivaggio. Interessante anche la possibilità di trasformare successivamente una barca a quattro cabine, per esempio proveniente dal charter, in una configurazione armatoriale a tre cabine attraverso modifiche interne non strutturali.

A poppa è prevista inoltre una piattaforma elettrica capace di trasportare un tender lungo fino a 3,40 metri e del peso massimo di 250 chili. Una volta calato il battello, la piattaforma diventa una zona direttamente affacciata sull'acqua.

L'autonomia diventa uno dei temi centrali

Il nuovo Bali 4.3 mostra anche quanto rapidamente stia cambiando l'impiantistica dei catamarani da crociera. L'architettura elettrica è a 48 volt con batterie al litio e può essere abbinata a una superficie fotovoltaica capace di produrre fino a 3.000 watt. Gli alternatori ad alta capacità permettono inoltre di ricaricare le batterie durante la navigazione a motore.

L'autonomia non riguarda soltanto l'elettricità. Il catamarano può imbarcare fino a 800 litri di carburante e 860 litri d'acqua dolce, valori importanti per una barca di queste dimensioni. La motorizzazione prevede due diesel da 50 CV, con possibilità di arrivare a due unità da 59 CV.

Il piano velico del nuovo Bali 4.3

Sul fronte velico il 4.3 dispone di una randa da 72 metri quadrati, genoa da 50 e Code 0 da 86 metri quadrati. Il dato dichiarato di superficie velica di bolina arriva a 158 metri quadrati, mentre il pescaggio è contenuto in 1,40 metri. Progetto e architettura navale sono rispettivamente di Aurélien Poncin e Xavier Fäy, mentre gli interni portano la firma di Berco Design e Piaton.

Con il nuovo 4.3 Bali sembra quindi voler spostare ancora un po' più in basso, in termini di lunghezza, caratteristiche fino a poco tempo fa riservate ai catamarani più grandi. Non si tratta soltanto di cercare più volume: autonomia energetica, capacità dei serbatoi, piattaforma per il tender e organizzazione degli spazi indicano una barca pensata per trascorrere più tempo lontano dalle marine. Sarà soprattutto la prova in mare a dire quanto il compromesso tra questi volumi, le 14 tonnellate di dislocamento e il piano velico riesca a mantenere quella componente velica che, su un catamarano da crociera, continua a fare la differenza.

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