
Il cantiere di Istanbul Turquoise Yachts sta completando Wildcat, uno sloop di 42,3 metri che porta con sé una storia più lunga del normale per una barca ancora in costruzione. Il progetto nasce infatti come seconda unità della serie 42 E-volution GTS di Perini Navi, ma la crisi del cantiere italiano ne interruppe lo sviluppo. Nel 2022 Turquoise Yachts acquistò lo scafo incompleto e decise di portare avanti il programma, mantenendo Reichel/Pugh Yacht Design come riferimento per l’architettura navale. Oggi la consegna è prevista per l’inizio dell’estate 2027 e lo yacht è ancora disponibile per un armatore.
Wildcat è quindi anche il recupero di un progetto che, al momento della sua nascita, rappresentava un cambiamento significativo per Perini Navi. La serie E-volution era stata pensata per avvicinare il mondo dei grandi yacht del cantiere a quello dei performance cruiser, con uno scafo in alluminio, linee più tese, una grande superficie velica e una maggiore attenzione alle prestazioni. Il progetto originale prevedeva anche una componente di propulsione elettrica, da cui derivava la lettera “E” del nome E-volution. Nelle specifiche oggi diffuse per Wildcat viene invece indicato come propulsore ausiliario un Cummins QSM11 da 600 CV: segno che, nel passaggio da un cantiere all’altro, almeno una parte del progetto iniziale è stata rivista.
Un 42 metri pensato per navigare a vela
Il dato che descrive meglio l’impostazione di Wildcat è probabilmente la superficie velica dichiarata: 2.204 metri quadrati. L’albero Panamax in carbonio di Southern Spars raggiunge i 62,5 metri ed è abbinato a un boma, anch’esso in carbonio, dotato di sistema di avvolgimento della randa. In carbonio è anche il sartiame. Turquoise Yachts ha lavorato insieme a Reichel/Pugh e Southern Spars per modificare il sistema di gestione delle vele, cercando di rendere meno complessa la conduzione di un’imbarcazione con queste dimensioni e questi carichi.
Gran parte delle manovre è quindi gestita attraverso sistemi elettrici e idraulici controllati da PLC. Tre captive winch Harken Kaptiv e tre avvolgitori Bamar fanno parte dell’impianto previsto per governare scotte, drizze e vele. È una soluzione coerente con una tendenza ormai diffusa sui grandi sailing yacht: mantenere superfici veliche importanti senza richiedere un numero eccessivo di persone impegnate direttamente nelle manovre.
Lo scafo è in alluminio, mentre tuga, sovrastruttura e diversi elementi del ponte sono realizzati in fibra di carbonio. La scelta permette di contenere il peso nella parte alta della barca e quindi di lavorare sul baricentro, un aspetto particolarmente importante su un 42 metri con un albero di oltre 60 metri.
La larghezza massima è di 9,70 metri. La chiglia sollevabile porta il pescaggio da 3,9 metri in configurazione rialzata a 6,4 metri con la deriva completamente abbassata. È un compromesso che consente di avere una profondità significativa quando si naviga a vela senza rendere troppo limitante l’accesso a porti e baie. Il volume interno dichiarato è di 272 GT.

Quattro cabine e un ponte lasciato libero
La parte abitativa è stata sviluppata dallo studio barcellonese GCA Architects. Wildcat è progettato per otto ospiti distribuiti in quattro cabine con bagno privato. La cabina armatoriale occupa l’intera larghezza dello scafo, mentre sono previste una VIP e due cabine doppie. L’equipaggio può arrivare a sette persone.
Il salone è collocato nella tuga e utilizza ampie superfici vetrate e lucernari per mantenere il contatto visivo con l’esterno. Un livello più in basso trova posto anche un salotto TV separato. Sul ponte le linee sono volutamente pulite. A poppa ci sono due zone di seduta contrapposte, mentre davanti all’albero è stato progettato un tavolo da pranzo che può scomparire nel ponte quando non viene utilizzato.
Anche la zona di poppa è stata studiata pensando alla permanenza in rada. Lo specchio si apre trasformandosi in una piattaforma sul mare, mentre una porta laterale idraulica permette di accedere al garage destinato a un tender lungo fino a 5,5 metri. Sono previste inoltre una scaletta da bagno idraulica e una passerella.
Un progetto ancora in cerca dell’armatore
L’aspetto particolare di Wildcat è che la costruzione procede mentre la barca è ancora sul mercato. Y.CO indica un prezzo richiesto di 35 milioni di euro e una consegna nel 2027. Questo significa che un nuovo proprietario potrebbe ancora intervenire su alcuni dettagli prima del completamento, anche se ormai le caratteristiche fondamentali dello yacht sono definite.
Wildcat non è quindi semplicemente un nuovo modello di Turquoise Yachts. È il risultato della trasformazione di un progetto nato in un’altra fase della storia della nautica italiana e ripreso diversi anni dopo da un cantiere turco prevalentemente conosciuto per i grandi yacht a motore. Il lavoro di Reichel/Pugh e Southern Spars è rimasto il filo conduttore del progetto, mentre Turquoise ha concentrato parte dello sviluppo sulla gestione delle vele e sull’integrazione dei sistemi.
Il risultato, almeno sulla carta, è un 42 metri che non utilizza la vela soltanto come elemento d’immagine. Superficie velica, chiglia sollevabile, contenimento dei pesi in alto e automazione delle manovre indicano un progetto nel quale la navigazione a vela continua ad avere un ruolo centrale. Per sapere quanto questo equilibrio tra prestazioni, semplicità di gestione e comfort sia riuscito bisognerà però attendere il varo e, soprattutto, vedere Wildcat navigare.
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