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lunedì 14 settembre 2026
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Beneteau e Fountaine Pajot: elettrico sul 10-15% della vela entro il 2030

Beneteau e Fountaine Pajot lanciano JOOOL e puntano a portare la propulsione elettrica sul 10-15% del mercato mondiale della vela entro il 2030.

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Beneteau e Fountaine Pajot vogliono portare la propulsione elettrica sul 10-15% del mercato mondiale della vela entro il 2030. Un obiettivo ambizioso che i due gruppi francesi intendono raggiungere non sviluppando semplicemente nuovi modelli elettrici, ma cercando di creare uno standard comune che possa essere utilizzato anche da cantieri esterni ai due gruppi. Il progetto, annunciato nell’aprile scorso con la nascita della joint venture E-Lektra Marine, è entrato ora in una nuova fase con il nome JOOOL.

La strategia è stata aggiornata al Cannes Yachting Festival. Groupe Beneteau e Groupe Fountaine Pajot, proprietari complessivamente di alcuni dei marchi più importanti della vela di produzione, hanno deciso di mettere in comune competenze, sviluppo e soprattutto volumi produttivi per cercare di superare uno dei principali ostacoli che sino a oggi hanno rallentato la diffusione della propulsione elettrica nella nautica: la mancanza di standardizzazione.

La joint venture E-Lektra Marine è controllata al 50% dai due gruppi e riunisce un insieme di marchi che rappresentano una parte molto significativa del mercato mondiale della vela. Quando il progetto era stato annunciato in aprile erano coinvolti Beneteau, Jeanneau, Lagoon, Excess, Fountaine Pajot Sailing Catamarans, Fountaine Pajot Yachts e Dufour.

Secondo Groupe Beneteau, questi marchi rappresentano complessivamente quasi il 60% del mercato mondiale della vela.

JOOOL diventa il marchio dell’elettrificazione

La novità presentata a Cannes è JOOOL, il marchio sotto il quale saranno commercializzate le soluzioni sviluppate dalla joint venture.

Il progetto non riguarda soltanto il motore elettrico. JOOOL riunisce in un’unica piattaforma la propulsione, l’accumulo e la conversione dell’energia, la gestione energetica di bordo, le interfacce e i servizi collegati. Sono previste configurazioni sia in bassa sia in alta tensione, adattabili a barche di dimensioni e caratteristiche differenti.

L’obiettivo è quello di utilizzare componenti e architetture comuni su un numero crescente di modelli. Aumentando i volumi, Beneteau e Fountaine Pajot puntano a ridurre i costi, migliorare l’affidabilità e rendere più semplice la manutenzione dei sistemi.

A guidare E-Lektra Marine è stato chiamato Philippe Hamon, che arriva da quasi trent’anni di esperienza nell’industria automobilistica, in particolare in Valeo. Una scelta che chiarisce la direzione del progetto: applicare alla nautica una logica di piattaforme condivise e standardizzazione simile a quella utilizzata da tempo nell’automotive.

JOOOL non parte però da zero. La piattaforma utilizza l’esperienza di Alternatives Energies, società fondata nel 1997 e specializzata nell’elettrificazione marina. Il sistema può contare su oltre un milione di ore di dati operativi raccolti in mare e su 44 barche a vela ibride già in navigazione su cinque continenti.

Quattordici modelli e tre cantieri esterni sono già coinvolti

Il passaggio dalla sperimentazione alla produzione comincia a essere visibile anche nel numero delle barche interessate.

Groupe Beneteau ha attualmente quattro modelli coinvolti nel programma, mentre Groupe Fountaine Pajot ne conta dieci. Tra le barche mostrate con le nuove soluzioni ci sono anche il Beneteau Oceanis 52 e il Fountaine Pajot FP 51.

Ma probabilmente il dato più interessante riguarda i cantieri che non appartengono ai due gruppi. Leopard Catamarans, RM Yachts e Chantier de l’Arsenal stanno già lavorando con JOOOL.

È un elemento importante perché l’obiettivo dichiarato sin dalla nascita di E-Lektra Marine non è quello di creare una tecnologia riservata esclusivamente ai marchi Beneteau e Fountaine Pajot, ma uno standard aperto anche ad altri costruttori.

Anche l’assistenza diventa quindi una parte centrale del progetto. JOOOL dispone di 19 centri di assistenza nel mondo e utilizza sistemi di connessione satellitare e cellulare che consentono il controllo remoto degli impianti, l’analisi degli allarmi e dei parametri di funzionamento e, quando possibile, l’intervento sul software senza la presenza fisica di un tecnico a bordo.

L’obiettivo è il 10-15% del mercato mondiale entro il 2030

Oggi oltre il 99% delle barche a vela utilizza ancora un motore a combustione interna. Anche quando la propulsione principale è affidata alle vele, il motore rimane necessario per le manovre in porto, per navigare in assenza di vento e per contribuire alla produzione dell’energia necessaria a bordo.

È su questa situazione che Beneteau e Fountaine Pajot intendono intervenire.

L’obiettivo dichiarato dai due gruppi è contribuire a portare sistemi di propulsione elettrica sul 10-15% del mercato mondiale della vela entro il 2030, equivalente a diverse centinaia di barche all’anno.

La questione, quindi, non riguarda soltanto la realizzazione di qualche modello elettrico. La strategia di E-Lektra Marine e JOOOL punta a trasformare l’elettrificazione da soluzione sviluppata individualmente per singole barche a prodotto industriale standardizzato, utilizzabile da marchi e cantieri differenti.

Se il progetto riuscirà a raggiungere i volumi previsti, la collaborazione tra due gruppi normalmente concorrenti potrebbe rappresentare uno dei passaggi più importanti nel processo di elettrificazione della vela di produzione.

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