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mercoledì 16 settembre 2026
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Oyster C60, il primo catamarano cambia la strategia del cantiere inglese

Oyster presenta il C60, il suo primo catamarano a vela. Dopo oltre cinquant’anni di monoscafi, il cantiere inglese entra nel mercato dei multiscafi.

Oyster entra nel mondo dei catamarani con questo modello l'Oyster 60 che sarà presentato il prossimo anno
Oyster entra nel mondo dei catamarani con questo modello l'Oyster 60 che sarà presentato il prossimo anno
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Oyster sorprende tutti e annuncia il suo primo modello di catamarano. Un cambio di rotta che segue quello di molti altri cantieri e che ben evidenzia l’importanza che i multiscafi stanno assumendo nel mercato della vela.

Per oltre cinquant’anni il nome Oyster è stato legato quasi esclusivamente a un’idea molto precisa di barca: grandi monoscafi a vela, costruiti per la crociera oceanica e destinati ad armatori che vogliono navigare a lungo e lontano. Ora quella certezza comincia a cambiare.

Al Cannes Yachting Festival Oyster Yachts ha presentato il progetto del C60, il primo catamarano a vela della storia del cantiere inglese. Più che il nuovo modello, però, la vera notizia è la decisione di Oyster di entrare in un segmento dal quale era fuori.

Non si tratta neppure di un esperimento nato improvvisamente. Oyster dichiara che il progetto è il risultato di diversi anni di analisi durante i quali il cantiere ha ascoltato gli armatori attuali, quelli che in passato avevano posseduto un Oyster per poi scegliere un altro tipo di barca e potenziali nuovi clienti. Da questa ricerca è emerso un interesse crescente verso lo spazio, la stabilità e il comfort offerti dai multiscafi.

Ed è probabilmente proprio questo il punto più interessante dell’operazione. Oyster ammette, di fatto, che una parte dei suoi clienti si è spostata verso i catamarani e che altri potenziali armatori, pur apprezzando il marchio, non avrebbero preso in considerazione l’acquisto di un Oyster perché cercavano un multiscafo. Lo stesso amministratore delegato Stefan Zimmermann Zschocke ha spiegato che alcuni clienti hanno scelto i catamarani con il cambiare delle loro esigenze e del loro modo di vivere la barca.

L'Oyster 60
L'Oyster 60

Il C60 non sostituisce i monoscafi Oyster

Oyster precisa che i monoscafi continueranno a rappresentare il cuore della propria produzione. Il C60 serve quindi ad allargare l’offerta, non a sostituire la gamma tradizionale. Ma proprio questa precisazione rende evidente quanto il mercato dei catamarani sia diventato importante anche nella fascia alta della crociera oceanica.

Il nuovo C60 è stato progettato insieme allo studio francese Berret-Racoupeau, specializzato da decenni nei multiscafi. La lunghezza fuori tutto è di 19,42 metri, mentre quella dello scafo è di 18,87 metri; il baglio arriva a 9,35 metri. Il dislocamento leggero dichiarato è di circa 30 tonnellate.

Oyster ha cercato soprattutto di trasferire nel catamarano la filosofia che caratterizza i suoi monoscafi bluewater. Il C60 dispone di circa 110 metri quadrati di spazi interni ed esterni collegati tra loro e offre una suite armatoriale separata dalle cabine degli ospiti e dell’equipaggio. Sono previste altre tre cabine con bagno privato e un’area dedicata all’equipaggio.

Particolare attenzione è stata posta anche alle caratteristiche necessarie per affrontare lunghe navigazioni. La distanza tra il ponte centrale e la superficie dell’acqua può arrivare a circa un metro, un valore importante per limitare gli impatti delle onde sotto la struttura centrale del catamarano. La capacità di carburante standard è di 1.200 litri, aumentabile di altri 600, mentre quella dell’acqua è di 1.000 litri.

Il primo cataarano della Oyster, l'Oyster 60
Il primo cataarano della Oyster, l'Oyster 60

Il mercato sta spingendo i cantieri verso i catamarani

Il C60 è quindi interessante non soltanto per quello che è, ma soprattutto per quello che rappresenta.

Quando un costruttore con un’identità fortemente legata al monoscafo come Oyster decide di investire direttamente nei catamarani, significa che il multiscafo non viene più considerato semplicemente un segmento alternativo della crociera. Sta diventando una parte importante del mercato delle grandi barche destinate agli armatori privati.

Negli ultimi anni i catamarani sono cresciuti non soltanto nel charter, dove hanno conquistato quote di mercato molto importanti, ma anche nella fascia degli armatori che utilizzano la barca per lunghi periodi e per grandi navigazioni. Spazi maggiori, assenza quasi totale di sbandamento, grandi superfici esterne e una separazione più netta tra le diverse zone di bordo stanno attirando una clientela che in passato avrebbe probabilmente scelto un grande monoscafo.

Oyster vuole entrare in questo mercato senza rinunciare alla propria identità. Ai futuri proprietari del C60 saranno infatti offerti gli stessi servizi sviluppati per gli armatori dei monoscafi, dalla rete internazionale di assistenza alla Bluewater Academy, sino alla possibilità di partecipare all’Oyster World Rally.

Ed è forse proprio questa la parte più significativa del progetto. Oyster non sta semplicemente costruendo un catamarano: sta inserendo il catamarano all’interno del proprio modello di business.

Il C60 sarà il primo banco di prova. Se l’operazione avrà successo, difficilmente resterà un modello isolato. E allora l’ingresso di Oyster nei multiscafi potrebbe essere ricordato non tanto per il lancio di una nuova barca, quanto come uno dei segnali più evidenti del cambiamento in corso nel mercato della grande crociera a vela.

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