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venerdì 18 settembre 2026
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Comprare un quarto di una barca: X-Yachts France punta sulla comproprietà

Odyssée Premium, legata a X-Yachts France, propone la comproprietà di barche premium: quote condivise, gestione completa e costi divisi tra armatori.

Odyssée Premium, legata a X-Yachts France, propone la comproprietà di barche premium
Odyssée Premium, legata a X-Yachts France, propone la comproprietà di barche premium
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Comprare una barca importante senza doverla comprare tutta. È questa l’idea alla base di Odyssée Premium, il progetto sviluppato in Francia nell’orbita di X-Yachts France che cerca di trasformare la vecchia comproprietà in un vero prodotto commerciale.

Il concetto è stato chiamato “Smart Yachting”: invece di acquistare da soli una barca da diverse centinaia di migliaia di euro, due, tre o quattro armatori possono diventarne proprietari insieme, dividendo non soltanto il prezzo di acquisto ma anche buona parte dei costi successivi.

Odyssée Premium si presenta come una soluzione di Co-Yachting collegata a X-Yachts France e tra le barche proposte compaiono diversi modelli del cantiere danese.

Non è un charter: gli armatori sono proprietari

La differenza rispetto a un charter o a un boat club è sostanziale. Chi aderisce al programma acquista realmente una quota della barca e ne diventa comproprietario.

Odyssée Premium organizza il gruppo cercando armatori con esigenze compatibili e gestisce la suddivisione dei periodi di utilizzo. Il calendario prevede una rotazione delle priorità in modo che gli stessi proprietari non abbiano ogni anno la precedenza sulle settimane più richieste.

La società si occupa inoltre di manutenzione, assicurazione, posto barca, preparazione dell’imbarcazione e degli altri aspetti della gestione ordinaria.

Il sito parla anche di quote da un quarto o un sesto della barca, anche se la documentazione disponibile non è perfettamente uniforme sul numero massimo di comproprietari. Le descrizioni più dettagliate del programma indicano generalmente gruppi molto ristretti, spesso composti da due a quattro armatori.

Un X-Yachts da 800.000 euro diventa accessibile con circa 200.000

Il principio economico è semplice. Per un’imbarcazione del valore di circa 800.000 euro, una quota pari a un quarto può richiedere un investimento iniziale vicino ai 200.000 euro.

Naturalmente non significa navigare gratuitamente. Restano manutenzione, assicurazione, ormeggio, carburante e gestione, ma questi costi vengono ripartiti tra i proprietari in funzione delle rispettive quote.

Le cifre pubblicate rappresentano indicazioni commerciali e possono cambiare sensibilmente in funzione della barca, dell’allestimento e del programma di navigazione.

Dietro al progetto c’è però anche un elemento interessante per capire cosa sta accadendo nel mercato della vela. Olivier Michaud e Kevin Bolten, attivi anche nell’importazione francese di X-Yachts, hanno spiegato che l’iniziativa nasce in un momento di rallentamento delle vendite di barche nuove e dalla necessità di trovare formule differenti per permettere ai clienti di accedere a imbarcazioni di fascia alta.

Uno dei primi progetti è stato sviluppato intorno a un X4.3, suddivisibile tra un numero ristretto di proprietari.

Barche sempre più costose utilizzate poche settimane all’anno

Il ragionamento sul quale si basa Odyssée Premium parte da un problema conosciuto da molti armatori: una barca può costare moltissimo e venire utilizzata soltanto per poche settimane all’anno.

La comproprietà naturalmente non è una novità nel mondo della nautica. Da decenni esistono barche acquistate e gestite da due o più persone. La novità sta nel tentativo di organizzare questo modello in maniera strutturata sulle barche premium, occupandosi anche della scelta dei comproprietari, del calendario, della manutenzione e della preparazione della barca.

Per X-Yachts France potrebbe essere anche un modo per allargare la platea dei potenziali clienti. Un armatore che considera troppo impegnativo investire 700.000 o 800.000 euro in una barca potrebbe essere disposto a investire una cifra molto inferiore per possederne una parte, soprattutto se sa di poterla utilizzare soltanto per alcune settimane all’anno.

Sarà il mercato a dire se gli armatori saranno pronti a condividere una barca di questo livello. Ma il fatto che una realtà legata a un marchio premium come X-Yachts stia cercando di trasformare la comproprietà in un prodotto strutturato è un segnale interessante: per vendere le barche più costose, in futuro potrebbe non essere sempre necessario trovare un solo armatore disposto a comprarle interamente.

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