
Royal Huisman ha mostrato in modo approfondito il nuovo Aquarius, ketch di 65 metri nato da una richiesta piuttosto insolita: costruire praticamente la stessa barca che gli armatori possedevano già, ma più grande, più comoda e soprattutto senza perdere nulla delle sue capacità a vela.
Il precedente Aquarius era un ketch di 56 metri consegnato nel 2018, oggi chiamato Apsara. Gli armatori erano talmente soddisfatti della barca da definirla quasi perfetta. Quando hanno deciso di costruirne una nuova, quindi, non hanno chiesto al progettista di ripartire da zero, ma di sviluppare lo stesso concetto su dimensioni maggiori.

Il risultato è il nuovo Aquarius, lungo 65 metri e costruito ancora una volta da Royal Huisman su progetto di Dykstra Naval Architects, con gli interni di Mark Whiteley Design. A distanza le due barche sono volutamente molto simili, ma il nuovo Aquarius offre circa il 45% di volume in più.
Sei anni di navigazione trasformati in 728 modifiche
Una delle parti più interessanti del progetto è il modo in cui è stato sviluppato. Dopo circa sei anni trascorsi sul precedente Aquarius, comandante ed equipaggio hanno preparato una lista di 728 indicazioni e possibili miglioramenti.
Non si trattava soltanto di richieste estetiche. Nell'elenco c'erano modifiche agli spazi interni, soluzioni per rendere più semplice la manutenzione, maggiore capacità di stivaggio, una cucina più grande e diversi interventi sugli impianti.

Gli armatori volevano inoltre una cabina ospiti aggiuntiva con bagno, un'altra cabina doppia per l'equipaggio, una palestra più grande, una media room più spaziosa, oltre a maggiori dimensioni per sala macchine e locali tecnici. Tutto questo ha portato a un sensibile aumento del volume della barca.
Ed è proprio qui che il progetto diventa interessante dal punto di vista velico.
Fare un 65 metri più grande e confortevole era relativamente semplice. Farlo diventare contemporaneamente più veloce e reattivo del precedente 56 metri lo era molto meno.

Un superyacht che deve ancora essere una barca a vela
Gli armatori hanno posto una condizione precisa: l'aumento delle dimensioni non doveva penalizzare le prestazioni.
Aquarius è quindi stato progettato come un vero performance ketch. Lo scafo è costruito in alluminio Alustar, mentre l'armo Rondal è in carbonio. L'albero maestro raggiunge i 67,5 metri e la superficie velica arriva a circa 1.958 metri quadrati di bolina e 4.671 metri quadrati alle andature portanti.
Anche la chiglia mostra quanto sia stata privilegiata la navigazione a vela. È una chiglia sollevabile che permette di passare da circa 4,8 metri di pescaggio a 7,6 metri, aumentando stabilità ed efficienza quando la barca naviga o regata.
La scelta di aumentare l'altezza dell'albero è stata fatta accettando persino di rinunciare ai limiti dimensionali necessari per passare sotto il Bridge of the Americas a Panama.

Con 14-18 nodi di vento Aquarius raggiunge 15-16 nodi
Durante le prove in mare, con 14-18 nodi di vento reale e utilizzando le vele da crociera, Royal Huisman riferisce che Aquarius ha raggiunto 15-16 nodi al traverso.
Numeri che spiegano bene quale fosse l'obiettivo del progetto: costruire un superyacht molto più grande e confortevole senza trasformarlo in una grande nave che occasionalmente alza le vele.
Il nuovo Aquarius rimane invece una barca nella quale la vela ha ancora un ruolo centrale. E forse è proprio questo l'aspetto più interessante della storia: dopo sei anni passati a navigare sulla prima Aquarius, gli armatori non hanno deciso di cambiare barca. Hanno deciso di costruire di nuovo la stessa, cercando di eliminare i pochi compromessi che erano rimasti.
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