
La battaglia tecnologica dell’America’s Cup si sposta dai campi di regata alle aule di tribunale. North Sails Group ha avviato negli Stati Uniti un’azione legale contro Team New Zealand Limited e Stephen Collie per una controversia che riguarda la paternità e la proprietà di una tecnologia applicata alle vele ad alte prestazioni.
La causa è stata depositata il 15 settembre presso la Corte federale del distretto orientale della Virginia. Al centro del procedimento c’è il brevetto statunitense US 12,110,089, denominato “Sail structure”, assegnato a Team New Zealand e nel quale Stephen James Collie è indicato come inventore.
Il brevetto riguarda, in particolare, una struttura della vela nella quale la zona della caduta prodiera può avere caratteristiche di elasticità differenti rispetto al resto della superficie velica. Una soluzione particolarmente rilevante sulle vele ad alte prestazioni e sulle moderne rande a doppia superficie utilizzate in America’s Cup.
North Sails rivendica un ruolo nello sviluppo della tecnologia
Secondo quanto sostenuto da North Sails nella documentazione depositata in tribunale, alcuni degli elementi fondamentali della tecnologia sarebbero stati sviluppati all’interno dell’azienda prima della domanda di brevetto presentata da Team New Zealand.
North Sails indica in particolare il proprio tecnico Matt Savage e sostiene che il lavoro svolto dall’azienda su materiali con differenti livelli di elasticità avrebbe contribuito in maniera determinante alla soluzione successivamente brevettata.
Per questo North Sails chiede, tra le altre cose, una correzione dell’indicazione degli inventori del brevetto e rivendica diritti sulla tecnologia. La società chiede inoltre al tribunale, in alternativa, di dichiarare il brevetto non valido o non applicabile nei suoi confronti. Si tratta delle tesi presentate da North Sails, sulle quali il tribunale non si è ancora pronunciato.
La controversia non nasce completamente dal nulla. North Sails aveva già contestato il brevetto davanti allo US Patent and Trademark Office attraverso una procedura di Post Grant Review. La documentazione dell’USPTO conferma che North Sails aveva presentato la richiesta nel luglio 2025.
Team New Zealand respinge le accuse
Emirates Team New Zealand ha risposto pubblicamente il 18 settembre, respingendo le ricostruzioni di North Sails.
Il team neozelandese sostiene che North Sails fosse a conoscenza del brevetto da oltre cinque anni e che abbia prodotto per diverse campagne le vele di Team New Zealand utilizzando questa tecnologia. ETNZ afferma inoltre che North Sails avrebbe riconosciuto contrattualmente la proprietà del brevetto da parte del team.
Secondo la versione di Team New Zealand, la causa americana sarebbe collegata anche a un diverso procedimento arbitrale avviato in Nuova Zelanda contro North Sails per una presunta violazione dei diritti legati al brevetto. Anche queste sono affermazioni della parte neozelandese e saranno i diversi procedimenti legali a stabilire quale ricostruzione sia corretta.
La vicenda assume un peso particolare perché riguarda una tecnologia sviluppata nell’ambiente dell’America’s Cup, dove le differenze nelle caratteristiche strutturali delle vele possono avere conseguenze dirette sulle prestazioni.
A pochi mesi dalla 38ª America’s Cup di Napoli, una parte della competizione tecnologica tra i team si sta quindi giocando anche sul terreno della proprietà intellettuale. La decisione dei tribunali potrebbe chiarire non soltanto chi abbia diritto al brevetto, ma anche quali tecnologie potranno essere utilizzate dai diversi protagonisti della prossima Coppa.
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