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venerdì 18 settembre 2026
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Più yacht privati in Italia, il charter resta stabile nei suoi numeri

Oltre 2.000 grandi yacht hanno operato in Italia nel 2026. Crescono del 10% le unità private, mentre il charter mantiene numeri stabili.

il Koru di Bezos, patron di Amazon, in navigazione nelle acque della Sardegna
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Oltre 2.000 grandi yacht hanno operato lungo le coste italiane nel corso della stagione 2026. È il primo dato che emerge dall’analisi di Federagenti sulla stagione ormai prossima alla conclusione e conferma il peso dell’Italia nel turismo nautico di fascia alta.

Il numero, però, racconta solo una parte della storia. A cambiare è soprattutto il modo in cui questi yacht vengono utilizzati. Secondo Federagenti, infatti, le imbarcazioni di proprietà sono aumentate del 10% rispetto all’anno precedente, mentre il numero degli yacht destinati al charter è rimasto sostanzialmente stabile nei suoi numeri rispetto al 2025.

In altre parole, sulle coste italiane stanno arrivando più armatori che utilizzano direttamente la propria barca, mentre il mercato del noleggio mantiene sostanzialmente gli stessi livelli dell’anno precedente.

Oltre 2.000 grandi yacht nella stagione italiana

Federagenti parla di oltre 2.000 grandi yacht che nel corso della stagione hanno utilizzato gli ormeggi dei porti italiani e i servizi degli agenti marittimi.

Non si tratta quindi di 2.000 yacht presenti contemporaneamente lungo le coste, ma del numero complessivo delle unità che hanno operato in Italia durante la stagione.

Per Fabrizio Palombo, presidente della sezione yacht di Federagenti, il risultato conferma la capacità di attrazione delle coste italiane, anche se la distribuzione delle imbarcazioni cambia sensibilmente tra Tirreno e Adriatico.

Proprio nell’Adriatico Federagenti segnala una maggiore presenza di yacht utilizzati direttamente dagli armatori proprietari.

La Sardegna resta uno dei poli principali

Tra le destinazioni che continuano ad attirare maggiormente i grandi yacht c’è la Sardegna, in particolare per le unità superiori ai 35 metri.

Federagenti segnala inoltre una crescita della presenza degli yacht oltre i 100 metri, un segmento numericamente molto piccolo ma particolarmente importante per il valore economico generato dai servizi portuali, tecnici e logistici necessari a queste imbarcazioni.

Sul mercato pesano però anche le tensioni internazionali. Secondo l’associazione, la presenza della clientela russa continua a essere praticamente azzerata, mentre quella proveniente dal Medio Oriente tiene e gli armatori americani mostrano un atteggiamento più prudente.

Più proprietà privata, charter stabile

Probabilmente il dato più interessante del primo bilancio della stagione 2026 è proprio la differenza tra proprietà e charter.

La crescita del 10% delle imbarcazioni utilizzate direttamente dagli armatori suggerisce che l’Italia continui a essere una destinazione molto forte per chi possiede un grande yacht e decide di trascorrere nel Mediterraneo una parte significativa della stagione.

Il charter, invece, rimane sostanzialmente stabile nei suoi numeri rispetto all’anno precedente.

È ancora presto per trasformare questi numeri in una tendenza strutturale: Federagenti stessa parla di un’analisi preventiva e il consuntivo definitivo della stagione dovrà fornire dati più completi.

Il segnale, tuttavia, è chiaro: nel 2026 i grandi yacht che hanno scelto l’Italia sono stati più di 2.000 e la componente che cresce maggiormente è quella degli armatori che navigano con la propria barca.

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