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mercoledì 15 aprile 2026
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La Maddalena, niente più divieto di ancoraggio notturno: il nuovo regolamento elimina lo stop

La Maddalena elimina il divieto di ancoraggio notturno. Il nuovo regolamento del Parco rende stabile la decisione e cambia le regole per i diportisti.

Cala Corsare all'arcipelago di La Maddalena
Cala Corsare all'arcipelago di La Maddalena
Gais Gais Gais
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Niente più divieto di ancoraggio notturno a La Maddalena. Il nuovo regolamento del Parco, in vigore da giugno prossimo, recepisce la decisione già presa mesi fa dal tribunale amministrativo e elimina definitivamente ogni riferimento allo stop alla sosta in rada durante la notte.

Per i diportisti è un passaggio concreto: l’incertezza che aveva caratterizzato l’ultima stagione lascia spazio a un quadro normativo stabile, senza il rischio di cambi di rotta improvvisi da parte dell’Ente Parco.

Dal divieto del 2024 alla decisione del tribunale

La vicenda nasce nell’estate 2024, quando il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena introduce un divieto che cambia radicalmente le abitudini di navigazione: niente ancoraggio, né con ancora né alle boe, tra la sera e la mattina nelle baie, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione sui fondali, in particolare sulle praterie di posidonia.

Una scelta che aveva avuto un impatto immediato. Le rotte venivano ripensate, le soste abbreviate, le crociere costrette a modificare programmi costruiti proprio sulla possibilità di fermarsi in rada. Il disagio non era solo operativo, ma anche economico, soprattutto per il settore del charter che su quell’area costruisce una parte importante della stagione estiva.

Il ricorso al tribunale amministrativo aveva cambiato rapidamente lo scenario. I giudici avevano sospeso il divieto, evidenziando criticità nella misura adottata, a partire da una contraddizione evidente: consentire l’ancoraggio di giorno e vietarlo di notte senza una reale differenza nell’impatto sui fondali.

Da quel momento si era aperta una fase di incertezza. L’ancoraggio notturno era tornato possibile, ma su una base provvisoria. Chi navigava nell’arcipelago lo faceva sapendo che tutto poteva cambiare di nuovo, anche nel giro di pochi mesi.

Il nuovo regolamento e cosa cambia per i diportisti

È proprio questo elemento che oggi viene meno. Con il nuovo regolamento, il Parco non solo prende atto della decisione del tribunale, ma la integra in modo definitivo, rinunciando a reintrodurre il divieto. Una scelta che dà continuità alla linea emersa dopo la sospensione e che, soprattutto, elimina il rischio di un ritorno improvviso alle restrizioni.

Non si tratta però di un passo indietro sulla tutela ambientale. Il tema della pressione antropica resta centrale. L’arcipelago continua a essere una delle aree più frequentate del Mediterraneo, con un numero di barche che nei mesi estivi mette alla prova l’equilibrio dei fondali.

Il punto, piuttosto, sembra spostarsi su come gestire questa presenza. Non più attraverso un divieto generalizzato, ma con strumenti più mirati: regolamentazione delle aree sensibili, controllo degli ancoraggi, possibile rafforzamento dei campi boa. Una gestione che richiede equilibrio, perché ogni scelta incide sia sull’ambiente sia su un sistema economico che ruota intorno alla nautica.

Per chi va per mare, il cambiamento è immediato. Tornano certezze che erano venute meno. Pianificare una navigazione tra le isole della Maddalena, scegliere una rada, fermarsi per la notte senza dover lasciare

© Riproduzione riservata

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