
Barche moderne o vintage? Costruzione, carene, prestazioni e comfort a confronto per capire quali siano davvero migliori e come è cambiata la nautica.
Sono meglio le barche moderne o quelle di trent’anni fa? La domanda ricorre molto più spesso di quanto si pensi. A porsela sono soprattutto le persone che si accingono ad acquistare una barca usata e vogliono capire quali siano le differenze tra un modello di qualche decennio fa e uno di progettazione più recente. Comprendere davvero queste differenze non è semplice se non si ha una preparazione specifica, ma cercheremo di analizzare l’argomento nel modo più chiaro possibile.
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degli anni Settanta la situazione cambiò e comparvero le prime vere produzioni in serie. Insieme ai metodi di costruzione cambiarono anche i materiali e, soprattutto, il modo di utilizzarli. Negli anni Settanta molti cantieri non avevano ancora compreso fino in fondo il ruolo delle diverse componenti della vetroresina. I capicantiere provenivano quasi tutti dalla costruzione in legno e la vetroresina rappresentava una novità assoluta. Molti erano convinti che una barca fosse tanto più robusta quanto maggiore fosse lo spessore della laminazione. Alcuni non riuscivano ad accettare che uno scafo visto in controluce potesse sembrare quasi trasparente. Accadeva così che, come nel caso delle Alpa – barche considerate erroneamente delle leggende – si utilizzassero quantità molto elevate di resina tra uno strato di tessuto e l’altro, senza considerare che la resina è soltanto il collante: serve a unire le stuoie di vetro, mentre la vera struttura resistente è costituita proprio dalle stuoie. Il risultato erano scafi molto pesanti e, paradossalmente, meno efficienti dal punto di vista strutturale rispetto a quelli moderni. Le Alpa, infatti, erano celebri anche per essere imbarcazioni piutt















