lunedì 22 giugno 2026
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Pesce palla maculato: perché preoccupa il Mediterraneo

Il pesce palla maculato avanza nel Mediterraneo: è tossico se consumato, danneggia reti e catture e va segnalato se pescato.

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Il pesce palla maculato sta diventando un problema concreto in diverse aree del Mediterraneo orientale, in particolare in Grecia, dove i pescatori segnalano danni alle reti, catture rovinate e una presenza sempre più frequente nelle zone costiere. La specie si chiama Lagocephalus sceleratus, è arrivata dal Mar Rosso attraverso il Canale di Suez e oggi rappresenta una delle invasioni biologiche più osservate nel bacino.

La notizia riguarda da vicino anche chi naviga, pesca o frequenta il mare per diporto. Non perché il pesce palla sia un animale da temere in modo indistinto, ma perché unisce tre aspetti diversi: è tossico se consumato, ha un morso molto potente e può incidere sugli equilibri della piccola pesca costiera.

Il caso greco racconta bene la portata del fenomeno. Al largo di Creta, i pescatori trovano sempre più spesso pesci danneggiati nelle reti: pagelli, razze e altre specie commerciali arrivano a bordo già parzialmente mangiati. Il pesce palla attacca la preda intrappolata, taglia lenze e reti con denti robusti e lascia al pescatore un prodotto che non può essere venduto. Il danno, quindi, non è solo ambientale, ma anche economico.

Dal Mar Rosso al Mediterraneo

Il Lagocephalus sceleratus non è una specie mediterranea. La sua presenza nel Mare Nostrum è legata alla cosiddetta migrazione lessepsiana, cioè al passaggio di specie dal Mar Rosso al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez. Il primo avvistamento nel Mediterraneo risale al 2003, nell’area turca. Da lì la specie si è diffusa nel bacino orientale e poi ha iniziato a comparire anche più a nord e più a ovest.

In Italia il pesce palla maculato è stato segnalato per la prima volta nel 2013 a Lampedusa. Negli anni successivi sono arrivate altre segnalazioni nel Canale di Sicilia, in Calabria e nell’Adriatico. Questo non significa che tutte le coste italiane siano oggi invase, ma conferma che la specie è in espansione e che il monitoraggio resta importante.

Perché è pericoloso per l’uomo

Il motivo per cui questo pesce crea tanta attenzione è la tetrodotossina, una neurotossina presente nei tessuti dell’animale. Non è un dettaglio da poco: il pesce palla maculato non deve essere consumato in nessuna forma. La tossina mantiene la sua pericolosità anche dopo la cottura, quindi cucinarlo non lo rende sicuro. Per questo la commercializzazione dei pesci palla è vietata.

Il rischio principale per l’uomo non deriva dal semplice incontro in mare, ma dal consumo. La puntura o il contatto non sono il problema centrale. Diverso è il discorso per il morso: il pesce palla ha mandibole molto forti e denti capaci di provocare ferite serie, soprattutto se viene maneggiato dopo la cattura o se una persona cerca di toccarlo in acqua.

Per i diportisti e per chi pesca dalla barca, il comportamento più corretto è semplice: non manipolare il pesce a mani nude, non portarlo in cucina, non tentare di pulirlo e non confonderlo con specie commestibili. In caso di cattura, la raccomandazione è separarlo dalle altre specie e segnalarlo agli enti competenti, come indicato da ISPRA nelle sue campagne informative.

Gli effetti su pesca e ambiente

La sua diffusione si inserisce in un quadro più ampio. Il Mediterraneo si sta riscaldando e questo favorisce l’ingresso e l’adattamento di specie di origine tropicale o subtropicale. Non tutte diventano invasive, ma alcune trovano condizioni favorevoli, pochi predatori naturali e la possibilità di occupare spazi ecologici già sotto pressione.

Il pesce palla maculato è un predatore opportunista. Si nutre di pesci, crostacei, molluschi e cefalopodi, e la sua presenza può modificare le relazioni tra specie locali. Per la pesca professionale il problema è immediato: le reti vengono danneggiate, le catture perdono valore e aumentano i costi di lavoro. Per la nautica da diporto, invece, il punto essenziale è riconoscerlo e non trattarlo come gli altri pesci se lo si cattura.

La gestione del fenomeno non è semplice. In alcuni Paesi si sperimentano sistemi di raccolta, incentivi alla cattura o progetti per trasformare gli esemplari in farine di pesce dopo processi controllati di inattivazione della tossina. Sono soluzioni tecniche che richiedono controlli rigorosi e non cambiano il messaggio per il pubblico: il pesce palla maculato resta una specie da non consumare.

Per chi va per mare, la notizia non deve diventare allarmismo, ma attenzione informata. Il Mediterraneo cambia e, con lui, cambiano anche le specie che si possono incontrare. Conoscere il pesce palla maculato, saperlo distinguere e sapere cosa non fare è il primo passo per ridurre i rischi e contribuire al monitoraggio della sua diffusione.

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