venerdì 19 giugno 2026
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Una barca a vela di 105 anni porta caviale e champagne davanti alla Statua della Libertà

A New York una barca a vela di 105 anni, progettata da Nathanael Greene Herreshoff, continua a navigare nel porto della città: oggi porta ospiti, champagne e caviale davanti alla Statua della Libertà.

The Mark Sailboat, la barca a vela di 105 anni progettata da Nathanael Greene Herreshoff, naviga nel porto di New York con la Statua della Libertà sullo sfondo
The Mark Sailboat, la barca a vela di 105 anni progettata da Nathanael Greene Herreshoff, naviga nel porto di New York con la Statua della Libertà sullo sfondo
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A New York c’è una barca a vela che avrebbe potuto finire in un museo, protetta dal tempo e guardata da lontano. Invece naviga ancora. Parte da Chelsea Piers, attraversa il porto della città, arriva verso la Statua della Libertà e torna indietro con a bordo ospiti, camerieri, piatti firmati da un grande chef e un prezzo che racconta molto del modo in cui oggi il mare può diventare esperienza di lusso.

La notizia arriva dagli Stati Uniti e riguarda il The Mark Hotel, uno degli alberghi più noti di New York, che ha trasformato una vecchia barca a vela progettata da Nathanael Greene Herreshoff in una delle sue proposte estive. Due ore di navigazione nello scenario più fotografato della città, con menu firmato dallo chef Jean-Georges Vongerichten, champagne, caviale e la possibilità, per i charter privati, di personalizzare l’uscita.

Il biglietto costa 640 dollari a persona, più tasse, e a bordo possono salire fino a 25 ospiti, tutti di età superiore ai 21 anni. Numeri che collocano l’esperienza lontano dalla vela come la intendono molti armatori e diportisti, fatta di cime, vento, spruzzi e manutenzione, e più vicina a un turismo urbano di lusso. Ma dietro la cornice patinata resta una barca vera, e forse è proprio questo l’aspetto più interessante della storia.

La barca, indicata dall’hotel come The Mark Sailboat, è un 70 piedi. Ha 105 anni ed è descritta come una delle ultime del suo genere ancora esistenti. È legata al nome di Nathanael Greene Herreshoff, figura centrale nella storia della progettazione nautica americana, capace di lasciare un segno anche nella Coppa America con la realizzazione di cinque defender.

Il nome Herreshoff, per chi ama le barche classiche, rimanda a un progettista e a un cantiere che hanno segnato una parte importante della vela americana. È un nome legato a un’idea di eleganza, equilibrio e ricerca tecnica che appartiene a un’epoca in cui la progettazione navale passava attraverso materiali, proporzioni e sensibilità diverse da quelle di oggi.

Vedere una barca così inserita nel traffico del porto di New York, tra skyline, traghetti e turismo di lusso, crea un contrasto curioso. Da una parte c’è la memoria della vela americana, dall’altra il presente di una città che trasforma quasi tutto in esperienza. Il legno color miele, segnato dal tempo, viene descritto come uno degli elementi più affascinanti dell’imbarcazione. Non è il legno lucido di una ricostruzione senza vita, ma quello di una barca che porta addosso la propria età.

E qui nasce la parte più umana della notizia: una barca vecchia più di un secolo continua a lavorare, ma lo fa in un contesto completamente diverso da quello per cui era nata.

Probabilmente oggi non accompagna più armatori e marinai in navigazioni private nel senso più tradizionale del termine. È diventata un salotto galleggiante, un ristorante in movimento, un modo per guardare la Statua della Libertà da una prospettiva esclusiva. È una trasformazione che può far sorridere, ma che apre anche una domanda interessante: quale destino hanno le barche storiche quando non appartengono più alla loro epoca?

Una possibilità è il museo, dove la conservazione protegge ma spesso immobilizza. Un’altra è il restauro per pochi appassionati, costoso e complesso. Un’altra ancora è questa: riportare la barca in mare, anche se dentro un linguaggio contemporaneo fatto di ospitalità, cucina, immagine e lusso. È una soluzione che può sembrare distante dallo spirito originario della vela, ma che almeno mantiene viva una parte fondamentale della barca: il movimento sull’acqua.

In un mondo in cui molte barche vecchie vengono abbandonate, demolite o dimenticate, anche una navigazione mondana nel porto di New York può diventare un modo per tenerle in vita. Certo, non è la vela romantica delle lunghe traversate né quella sportiva delle regate. È un’altra cosa. Ma mentre gli ospiti brindano e la città scorre sullo sfondo, quella barca di 105 anni continua a fare ciò per cui ogni barca nasce: muoversi sull’acqua.

© Riproduzione riservata

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