
È successo il 5 giugno 2026 al largo di Terranova, circa 75 miglia nautiche a est di Grates Cove. Andrew Bedwell, velista britannico partito da St John’s per tentare la traversata dell’Atlantico su una barca lunga circa un metro, è stato recuperato dalla Guardia Costiera canadese dopo avere chiesto assistenza. Il suo tentativo di stabilire il record per la più piccola barca a vela capace di attraversare l’oceano si è interrotto dopo due giorni di navigazione.
La Guardia Costiera canadese è stata avvisata nella mattinata del 5 giugno. Sul posto è stata inviata la CCGS Sacred Bay, partita da Old Perlican, che ha raggiunto l’unità nel pomeriggio e ha preso a bordo il velista. Bedwell è stato riportato a terra, mentre Big C V2, la microbarca con cui aveva iniziato la traversata, è stata abbandonata in mare. Al momento non sono stati diffusi dettagli completi sulla causa del problema. Dalla pagina ufficiale del progetto è arrivata solo l’indicazione di un problema tecnico e la conferma che Bedwell stava bene.
Il tentativo partito da St John’s
Il tentativo era partito il 4 giugno da St John’s, in Canada. Bedwell aveva atteso una finestra di vento favorevole prima di lasciare la costa di Terranova e puntare verso l’Atlantico. La rotta prevista avrebbe dovuto portarlo verso l’Europa, con l’obiettivo di completare una traversata di circa 1.900 miglia nautiche. Il viaggio era stato pensato come una navigazione in solitario e senza barca appoggio, con una durata stimata di circa tre mesi.
Big C V2 era una barca fuori da ogni schema abituale. Il progetto era stato sviluppato da Bedwell insieme al progettista Jérôme Delaunay, dopo il fallimento del primo tentativo del 2023. La nuova versione era costruita in alluminio, con una larghezza di circa 1,40 metri, una chiglia con piombo incapsulato, una cupola stagna in policarbonato e un armo formato da una struttura ad A in alluminio con due vele in Dacron avvolgibili. A bordo erano previsti pannelli solari, batterie, VHF, AIS, luci di segnalazione, dissalatore e sistemi di comunicazione essenziali.
Una microbarca per attraversare l’Atlantico
La vita a bordo sarebbe stata molto limitata. Lo spazio consentiva al velista di restare seduto e di distendere parzialmente le gambe, ma non di vivere come su una barca tradizionale. Il cibo era stato studiato per occupare meno volume possibile, con razioni compatte e ad alta densità energetica. Il progetto non era quindi solo una prova di navigazione, ma anche una prova fisica e psicologica, costruita intorno a un margine operativo ridotto.
Il record inseguito da Bedwell appartiene ancora all’americano Hugo Vihlen, che nel 1993 attraversò l’Atlantico da Terranova a Falmouth, in Cornovaglia, con Father’s Day, una barca lunga 1,62 metri. Big C V2, presentata come una barca di circa 100 centimetri, avrebbe abbassato quel limite in modo netto. Per questo il tentativo aveva attirato l’attenzione della stampa nautica internazionale e di Guinness World Records.
Non era la prima volta che Bedwell provava a completare questa traversata. Nel 2023 era partito sempre da St John’s, ma era rientrato poche ore dopo per un’infiltrazione d’acqua. Durante il recupero a terra, la barca era poi caduta durante le operazioni di sollevamento ed era rimasta danneggiata in modo irreparabile. Da quell’episodio era nato il progetto della seconda barca, Big C V2, costruita con criteri diversi e con l’obiettivo di riprendere il tentativo.
Il tema dei record nautici estremi
La vicenda riapre il tema dei record nautici estremi. In mare la preparazione tecnica è fondamentale, ma le dimensioni di una barca cambiano il modo in cui si gestiscono emergenze, riposo, meteo, comunicazioni e autonomia. In una traversata atlantica, una barca di un metro lascia poco spazio all’errore e rende ogni problema più difficile da assorbire. Il salvataggio di Bedwell si è concluso senza conseguenze per il velista, ma mostra quanto sottile possa essere il confine tra sperimentazione, record e sicurezza.
Per il momento resta un fatto: Andrew Bedwell è salvo, il tentativo è terminato e Big C V2 è rimasta nell’Atlantico. Il record non è stato battuto. La storia, però, entrerà comunque nel racconto delle microbarche oceaniche, un ambito in cui la tecnica, la resistenza personale e il rischio si incontrano in modo difficile da separare.
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