venerdì 24 luglio 2026
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Goletta Verde: in Campania quasi un punto su due oltre i limiti

Goletta Verde rileva 15 punti oltre i limiti su 31 controllati in Campania. Le criticità si concentrano nelle foci dei fiumi e negli scarichi.

Goletta Verde: in Campania quasi un punto su due oltre i limiti
Goletta Verde: in Campania quasi un punto su due oltre i limiti
Gais Gais Gais
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La fotografia scattata da Goletta Verde lungo le coste della Campania mostra una situazione che continua a destare preoccupazione. Su 31 punti monitorati, ben 15 sono risultati oltre i limiti di legge, mentre soltanto 16 rientrano nei parametri previsti. I dati, presentati da Legambiente al termine della tappa campana della storica campagna di monitoraggio, confermano che le principali criticità si concentrano ancora una volta nelle foci dei fiumi e nei canali di scarico, dove le acque reflue non adeguatamente depurate finiscono direttamente in mare.

Le criticità rilevate da Goletta Verde

L'indagine è stata condotta tra la fine di giugno e l'inizio di luglio su 17 punti a mare e 14 punti considerati critici, in corrispondenza di foci, canali e scarichi. Dei 15 campioni fuori norma, il 13% è stato classificato come inquinato e il 35% come fortemente inquinato, a causa delle elevate concentrazioni di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, i due indicatori microbiologici utilizzati per valutare la qualità delle acque.

Il quadro cambia sensibilmente da provincia a provincia. Nel Casertano solo uno dei cinque punti analizzati è risultato fortemente inquinato, mentre la situazione appare più critica nel Salernitano, dove 10 dei 12 punti monitorati hanno superato i limiti di legge. Nel Napoletano le maggiori criticità riguardano la foce del canale di Licola, l'alveo Volla, la foce del Sarno e il rivo San Marco, mentre le analisi effettuate sull'isola d'Ischia hanno restituito valori entro i limiti in tutti i punti campionati.

Secondo Legambiente, il problema non riguarda tanto il mare aperto quanto ciò che arriva dalla terraferma. Le foci dei corsi d'acqua continuano infatti a rappresentare il principale veicolo di inquinamento, evidenziando come la rete di raccolta e gli impianti di depurazione presentino ancora numerose carenze. A confermarlo sono anche i dati dell'ARPAC relativi al 2025: circa il 41% degli impianti controllati è risultato non conforme ai requisiti previsti.

Alla situazione degli scarichi si aggiunge un altro elemento evidenziato dalla campagna di monitoraggio: nel 91% dei punti controllati mancavano i cartelli informativi sulla qualità delle acque di balneazione. Sebbene molte foci siano già interdette alla balneazione, Legambiente sottolinea come l'assenza di informazioni chiare impedisca ai cittadini di conoscere le reali condizioni delle acque, soprattutto nei tratti di spiaggia libera che spesso si trovano in prossimità degli sbocchi dei fiumi.

La Campania continua inoltre a essere interessata da tre procedure di infrazione europee legate alla depurazione delle acque reflue. Secondo i dati del Ministero dell'Ambiente, sono 116 gli agglomerati urbani coinvolti, per un totale di oltre 4,5 milioni di abitanti equivalenti, una situazione che rende evidente come il completamento e l'ammodernamento della rete depurativa restino una delle principali sfide per migliorare la qualità delle acque costiere.

© Riproduzione riservata

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