
È successo alle 03:07 del 16 giugno 2026, davanti a Les Sables-d’Olonne. Ambrogio Beccaria ha tagliato per primo il traguardo della Vendée Arctique con Allagrande Mapei, chiudendo la regata in 8 giorni, 14 ore, 5 minuti e 50 secondi. Per il velista milanese è la prima grande vittoria in solitario nella classe IMOCA, ottenuta al termine di una prova di 3.190 miglia con una media di 15,5 nodi.
La rimonta nelle ultime ore davanti a Les Sables-d’Olonne
La sua vittoria è arrivata nelle ultime ore, quando la regata sembrava ormai indirizzata verso Sam Goodchild su MACIF Santé Prévoyance. Il franco-britannico aveva condotto a lungo la flotta, ma nella fase finale, in condizioni di vento leggero davanti alla costa della Vandea, Beccaria è riuscito a rientrare e superarlo. Goodchild ha chiuso secondo, a circa un’ora e un quarto dal vincitore, mentre Violette Dorange ha completato il podio con Initiatives-Cœur.
Per Beccaria non è stata una regata lineare. Nei giorni precedenti aveva dovuto immergersi sotto lo scafo per liberare la chiglia da una cima con una boa rimasta incastrata. L’operazione, compiuta in mare aperto, lo aveva costretto a fermare la barca e a tentare più volte prima di riuscire a liberarla. A questo si è aggiunto anche un problema elettrico, che non gli ha impedito di restare agganciato al gruppo di testa e di costruire la rimonta.
Una regata decisa da strategia, vento leggero e scelte tattiche
La Vendée Arctique 2026 ha confermato quanto il circuito IMOCA sia diventato un terreno di confronto molto aperto. La regata ha portato i solitari su un percorso complesso, con passaggi a nord, zone vietate da evitare, cambi di vento, calme e scelte tattiche continue. In questo contesto, Beccaria ha interpretato la prova con una strategia autonoma, senza limitarsi a seguire le rotte degli avversari diretti. La scelta di separarsi dalla flotta in alcuni momenti chiave, in particolare nel passaggio a ovest dell’Irlanda, si è rivelata decisiva nel finale.
Un risultato importante per la vela italiana in IMOCA
Il risultato ha un peso anche per la vela italiana. Beccaria arrivava all’IMOCA dopo il percorso nella Mini 6.50 e in Class40, dove aveva già costruito una carriera internazionale. Questa vittoria, però, lo porta dentro il gruppo dei protagonisti della classe che guarda al prossimo Vendée Globe. Allagrande Mapei è l’ex For People, progetto Antoine Koch/Finot-Conq, e la regata ha rappresentato per il team un test importante sulla capacità di condurre la barca in solitario ad alto livello.
Nella stessa regata è arrivato anche il quinto posto di Francesca Clapcich con 11th Hour Racing, altro risultato significativo per la vela italiana in una classe dominata per tradizione da skipper francesi e internazionali. Tra Beccaria e Clapcich, la Vendée Arctique ha dato due segnali diversi ma collegati: la crescita di velisti italiani nel mondo IMOCA e la possibilità di essere competitivi anche in un circuito dove esperienza, budget e conoscenza della barca fanno spesso la differenza.
La vittoria di Beccaria non cancella la durezza della regata, né la delusione di Goodchild, fermato da una zona senza vento dopo aver guidato a lungo. Ma racconta una cosa precisa: nella vela oceanica moderna, anche una corsa di oltre tremila miglia può decidersi negli ultimi bordi. E questa volta, davanti a Les Sables-d’Olonne, a trovare il passaggio giusto è stato un italiano.
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