
La notizia è emersa in Sicilia il 16 giugno 2026: lungo le coste dell’isola si moltiplicano gli avvistamenti di delfini, dalle Eolie a Lampedusa, fino a Ustica e alla costa ionica etnea. A raccontarlo è RaiNews TGR Sicilia, che segnala una presenza sempre più frequente soprattutto nel mar Ionio, sul versante catanese.
Per chi va per mare, la notizia ha un significato immediato. Vedere un gruppo di delfini vicino alla barca è sempre un incontro emozionante, ma non deve trasformarsi in un inseguimento. Il mare siciliano è una delle aree più ricche del Mediterraneo per biodiversità e gli avvistamenti, soprattutto in estate, diventano più frequenti anche perché aumentano le barche in navigazione, i video girati dai diportisti e le segnalazioni condivise online.
La presenza dei delfini e il ruolo di chi naviga
Il punto, però, non è soltanto la bellezza dell’incontro. La presenza dei delfini vicino alla costa ricorda che chi naviga entra in un ambiente vivo, frequentato da animali che si muovono, cacciano, proteggono i piccoli e seguono rotte spesso vicine a quelle del traffico nautico. Per questo il comportamento della barca fa la differenza.
Quando si avvistano delfini, la prima regola è non cambiare rotta in modo brusco per raggiungerli. Bisogna ridurre l’andatura ed evitare di puntare la prua verso il gruppo. Il codice di condotta indicato da Tethys raccomanda di mantenere un’andatura minima, di non dirigersi contro balene o delfini e di non dividere i membri di un branco.
Cosa fare quando i delfini si avvicinano alla barca
È un consiglio semplice, ma non sempre rispettato. Quando un delfino appare accanto alla barca, la tentazione è avvicinarsi, seguirlo, filmarlo da vicino. In realtà, il modo migliore per vivere l’incontro è lasciare che sia l’animale a scegliere. Se i delfini si avvicinano spontaneamente, si può mantenere una rotta regolare e osservare. Se si allontanano, non bisogna seguirli.
Il progetto “Cetacei FAI attenzione”, promosso da Tethys con la collaborazione della Guardia Costiera, nasce proprio per diffondere tra diportisti e operatori del mare un comportamento corretto in presenza di mammiferi marini. Il materiale informativo è stato distribuito in numerosi porti italiani e invita anche a segnalare gli avvistamenti, perché ogni incontro può contribuire alla conoscenza dei cetacei nel Mediterraneo.
La Sicilia come osservatorio naturale del Mediterraneo
La Sicilia, da questo punto di vista, è un osservatorio naturale importante. Le segnalazioni arrivano da aree molto diverse: dalle Eolie alle Egadi, da Ustica a Lampedusa, fino alla Riviera dei Ciclopi e al tratto di mare tra Catania e Taormina. È un mosaico che racconta un Mediterraneo ancora capace di sorprendere, ma anche molto frequentato da barche, gommoni, traghetti e mezzi veloci.
Per la nautica da diporto la lezione è chiara: l’incontro con i delfini non va cercato a tutti i costi, va gestito con attenzione. Una barca che rallenta, mantiene la distanza e non forza il contatto permette agli animali di continuare il loro comportamento naturale. Una barca che accelera, taglia la rotta o si mette a girare intorno al branco crea invece disturbo e può aumentare il rischio di collisione.
Per chi naviga, vedere i delfini resta uno dei momenti più belli che possano capitare in mare. Ma proprio perché è un privilegio, va trattato come tale: motore basso, rotta stabile, niente inseguimenti e occhi aperti. Il resto lo fanno loro.
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