
Golden Globe Race e Global Solo Challenge a confronto: filosofia, barche ammesse, tecnologia, rotta e formato di gara nelle due regate oceaniche in solitario.
Due modi diversi di concepire il giro del mondo in solitario
Nel panorama delle grandi regate oceaniche in solitario, due eventi europei hanno definito negli ultimi anni un approccio alternativo rispetto ai circuiti professionistici come il Vendée Globe: la Golden Globe Race, ideata e organizzata da Don McIntyre, e la Global Solo Challenge, fondata e organizzata da Marco Nannini.
Entrambe prevedono il giro del mondo non-stop via i tre grandi capi, entrambe sono aperte a navigatori non professionisti e a campagne con budget contenuti rispetto ai grandi circuiti IMOCA. Ma le somiglianze finiscono qui. Filosofia, regolamento tecnico, gestione della flotta e formato di gara delineano due visioni profondamente diverse della navigazione oceanica.
Filosofia e barche ammesse

La Golden Globe Race (GGR) nasce come rievocazione moderna dell’impresa del 1968–69. Il principio fondante è chiaro: navigare “come allora”. La tecnologia è fortemente limitata, le barche devono essere progetti precedenti al 1988, costruite in serie e sostanzialmente conformi al disegno originale. L’obiettivo è riportare la sfida alla navigazione tradizionale, alla gestione manuale della barca e alla resilienza del singolo.

La Global Solo Challenge (GSC) adotta un approccio differente: non è un revival, ma un evento contemporaneo concepito per essere accessibile e sostenibile. Le barche devono essere monoscafi di almeno 32 piedi, ma non vi è un vincolo storico sui progetti. L’accento è posto sull’idoneità offshore, sull’adattamento di barche esistenti e su un equilibrio tra competitività e contenimento dei costi.
Nella GGR l’ammissibilità è ristretta:
• Lunghezza tipica tra 32 e 36 piedi
• Progetti precedenti al 1988 approvati dall'organizzazione
• Produzione in serie con numero minimo di esemplari
• Modifiche fortemente limitate (appendici, albero, zavorra conformi all’originale)
La flotta risulta quindi relativamente omogenea per prestazioni e concetto.
La GSC, invece, consente una flotta molto più varia: Class40, Open 50/60 di generazioni precedenti, cruiser-racer, progetti custom. L’equilibrio sportivo non è ottenuto imponendo uniformità tecnica, ma attraverso un sistema di rating e partenze scaglionate.
Tecnologia, formato di gara e qualifiche
Qui emerge una delle differenze più marcate.
La GGR vieta l’uso di GPS, chartplotter, AIS, radar, autopiloti elettrici, strumenti elettronici del vento e dispositivi digitali personali. La navigazione è basata su sestante, cronometro e carte cartacee. L’organizzazione fornisce sistemi di tracciamento sigillati, ma senza accesso ai dati di posizione per il concorrente. Non è previsto l’obbligo di paratie stagne o riserve di galleggiamento.
La GSC, al contrario, adotta un impianto regolamentare ispirato alle Offshore Special Regulations (Categoria 0), con ad esempio l'obbligo di un numero minimo di paratie stagne in determinate posizioni. Sono ammesse le moderne dotazioni elettroniche di bordo, con richieste di ridondanza e sicurezza. Le carte cartacee restano obbligatorie come backup, ma la navigazione elettronica è consentita.
In sintesi: la GGR riduce la tecnologia per aumentare l’incertezza; la GSC la integra in un quadro di sicurezza contemporaneo.
La Golden Globe Race prevede una finestra di partenza unica. La competizione si gioca su chi arriva primo in senso assoluto, all’interno di una flotta omogenea.
La Global Solo Challenge utilizza invece un formato “pursuit”: le barche partono in gruppi scaglionati, assegnati in base al rating. In questo modo yacht molto diversi possono competere per la vittoria in tempo reale, con il primo a tagliare il traguardo che vince effettivamente l’evento.
Il concetto è mutuato dalla vela d’altura tradizionale e consente di includere imbarcazioni con performance molto differenti senza ricorrere a classifiche corrette post-arrivo.
Entrambi gli eventi richiedono una qualifica significativa (circa 2000 miglia in solitario e non-stop sulla barca iscritta), con un piano approvato dall’organizzazione.
La differenza non sta tanto nella distanza richiesta quanto nel contesto tecnico: nella GGR la qualifica avviene già nel quadro delle severe limitazioni strumentali; nella GSC è inserita in un sistema di sicurezza offshore più standardizzato.

Rotta, periodicità e identità delle due regate
La Golden Globe Race integra nel regolamento anche aspetti legati alla produzione mediatica, con obblighi specifici come i “film drop” in punti designati.
La Global Solo Challenge punta invece su una narrazione più fluida e contemporanea, con tracciamento continuo e comunicazione digitale, senza strutturare il format sportivo attorno a momenti mediatici obbligatori lungo il percorso.
La rotta
La differenza tra le due regate riguarda anche la rotta e la loro periodicità. Entrambe prevedono la circumnavigazione del globo via i tre grandi capi – Capo di Buona Speranza, Capo Leeuwin e Capo Horn – ma l’impostazione del percorso è diversa. Nella Golden Globe Race la rotta è fortemente vincolata da cancelli geografici stabiliti dall’organizzazione che obbligano i concorrenti a restare in determinate fasce di latitudine, limitando le scelte tattiche e mantenendo la navigazione nel solco di quella che fu la regata del 1968. Nella Global Solo Challenge, invece, la rotta è più libera: gli skipper devono passare i tre capi ma possono scegliere il percorso tra un oceano e l’altro in base alla strategia meteo e alle caratteristiche della barca.

La periodicità
Differente anche la periodicità. La Golden Globe Race è organizzata con cadenza quadriennale, mentre la Global Solo Challenge ha una frequenza più flessibile, pensata per adattarsi alle esigenze dei partecipanti e alla preparazione delle campagne, con edizioni programmate a intervalli che possono variare ma che puntano comunque a una presenza regolare nel calendario della vela oceanica.
In definitiva:
Golden Globe Race: competizione dal forte carattere storico, regolamento restrittivo, tecnologia ridotta al minimo, flotta omogenea, enfasi sulla navigazione tradizionale.
Global Solo Challenge: evento contemporaneo, flotta eterogenea compensata da partenze scaglionate, tecnologia ammessa nel quadro della sicurezza offshore, impostazione orientata all’accessibilità.
Entrambe rappresentano una risposta alla domanda crescente di grandi sfide oceaniche al di fuori del circuito professionistico.
La prima guarda al passato per ridefinire la difficoltà. La seconda guarda al presente per ampliare la partecipazione.
E in questo dualismo si gioca una parte interessante dell’evoluzione della vela oceanica moderna.

L’autore
Riccardo Tosetto è un velista autodidatta che ha trasformato la sua passione per il mare in professione. Oggi Tosetto è il sesto italiano in ordine cronologico ad essere riuscito a compiere un giro del mondo senza scalo e senza assistenza. Attualmente collabora con Yacht Pro Hub, una società composta da navigatori che si occupa di manutenzione programmata, trasferimenti e corsi di preparazione per skipper.
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