
Il JPK 1050 e il Pogo RC rappresentano due visioni opposte della regata offshore. Uno punta all’equilibrio, l’altro alla massima reattività. Ecco come si comportano davvero in mare.
Nel panorama della vela d’altura europea, raramente due barche così vicine per dimensioni hanno mostrato caratteri tanto diversi quanto il JPK 1050 e il Pogo RC. Entrambi nati per regate offshore con equipaggi ridotti, rappresentano due filosofie progettuali quasi opposte. Da una parte la ricerca dell’equilibrio tipica di JPK Composites, dall’altra l’impronta radicale del cantiere Pogo Structures, abituato a spingere lo sviluppo verso soluzioni estreme. Il risultato è un confronto che affascina perché mette in luce due idee di performance profondamente distinte.
Il carattere del Pogo RC

Il Pogo RC nasce dalla stessa matrice progettuale che negli anni ha reso celebre la produzione del cantiere bretone: scafi larghi, leggeri e costruiti in infusione, pensati per raggiungere rapidamente la planata. Le forme ricordano quelle dei Mini e dei Class 40, con una prua importante e superfici che invitano a lasciar correre la barca appena il vento supera la brezza tesa. In navigazione il comportamento è immediato: l’RC accelera con spontaneità e invita il timoniere a sfruttare ogni raffica. È un’impostazione che privilegia la velocità pura e la sensazione di libertà tipica delle barche nate dall’esperienza oceanica.
Questa scelta progettuale si riflette anche negli interni, molto essenziali, ridotti all’essenziale per risparmiare peso. Il Pogo RC è una barca che mette la performance al centro di tutto e chiede in cambio un equipaggio abituato a gestire un mezzo reattivo, capace di trasformare ogni variazione del vento in un’opportunità per guadagnare metri.
La filosofia del JPK 1050

Il JPK 1050 segue un sentiero differente. Il cantiere ha scelto un approccio moderno ma equilibrato, abbinando uno scafo scow potente a una distribuzione dei volumi meno esasperata rispetto ai progetti più estremi. La barca accelera bene, soprattutto con vento medio, ma la sua forza non è la planata esplosiva: è la continuità. Anche nelle arie leggere il 1050 mantiene un passo sorprendente, rimanendo controllabile e stabile mentre il vento cresce. Il risultato è una barca prevedibile nei suoi movimenti e capace di offrire una gestione più serena nei percorsi lunghi.
Non è un caso che nei primi test comparativi il JPK 1050 abbia mostrato una maturità inaspettata per un modello appena varato. La barca ha saputo imporsi con naturalezza, confermando la tradizione del cantiere nelle competizioni IRC. Il progetto punta a una combinazione raffinata di velocità, affidabilità e facilità di conduzione, rendendolo particolarmente efficace per chi affronta regate offshore dove il vento cambia spesso e la continuità vale più di un singolo picco di performance.
Due interpretazioni della stessa idea di regata
Osservati sulla carta, JPK 1050 e Pogo RC sembrano quasi gemelli. Lunghezza, baglio e pescaggio sono molto simili, così come il piano velico complessivo. È solo una volta in mare che emergono differenze profonde. Il Pogo RC vive di accelerazioni, di quella sensazione di leggerenza dinamica che rende ogni manovra più immediata e ogni raffica un’occasione per aumentare la velocità. Il JPK 1050, invece, punta alla regolarità, a un passo che si mantiene costante nelle ore, alla capacità di dominare i cambi di vento con una barca che resta sempre composta.
Questa divergenza di carattere si traduce in una scelta che dipende prima di tutto dal tipo di velista. Chi cerca il brivido della portante e una barca che risponde come un mezzo sportivo troverà nel Pogo RC un progetto ideale. Chi invece affronta le regate pensando alla progressione, alla gestione del ritmo e alla capacità di rimanere competitivi in ogni fase della gara, guarderà con maggiore interesse al JPK 1050.
In un mercato dove spesso le barche tendono a somigliarsi, il valore di questi due modelli sta proprio nella loro diversità. Sono due interpretazioni autentiche della stessa idea di vela offshore, capaci di attirare armatori con identità e stili di navigazione molto diversi tra loro. Ed è forse per questo che il confronto fra JPK 1050 e Pogo RC continua a far discutere: rappresentano due modi opposti, ma altrettanto affascinanti, di vivere la corsa in mare aperto.
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