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venerdì 6 marzo 2026
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Li guardiamo dal mare: i fari tra mistero, storie e fascino senza tempo

Il faro di Agusta, uno dei più belli d'Italia
Il faro di Agusta, uno dei più belli d'Italia

Viaggio tra i fari italiani e le loro storie tra mistero, leggende e fascino senza tempo, da Marettimo a Capo Sandalo fino ai racconti del mare.

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Li guardiamo dal mare: i fari sono luce, terra, casa. Eppure, varcare il cancello di una lanterna significa entrare in un mondo a parte e alcune gite al faro, fatte fuori stagione, quando il vento strattona le finestre premendo sui vetri, diventano cariche di emozioni. Ci si lascia piacevolmente suggestionare dai racconti noir: romanzi, film, tutto contribuisce a questa letteratura del mare e dei misteri, che non è lontana dalla realtà, perché anche in Italia, pur senza le onde oceaniche che hanno distrutto vite di costruttori di fari, esistono storie ombrose tra cielo e mare.

Uno dei classici fari avvolti nel mistero, il faro di Eddystone al centro di una storia travagliata fatta di mosrti e crolli
Uno dei classici fari avvolti nel mistero, il faro di Eddystone al centro di una storia travagliata fatta di mosrti e crolli

Il mito del faro maledetto e la storia di Eddystone

Non esiste in Italia un vero faro maledetto come quello inglese di Eddystone, eretto per ben quattro volte dopo tre crolli e travolto dalla fama sinistra legata a morti, devastazioni, tempeste e incendi. Sorgeva su uno scoglio non lontano da Plymouth, dove si erano schiantati innumerevoli navigatori. L’ingegnere Henry Winstanley si assunse il compito di costruirlo intorno al 1696, ma fu catturato da corsari francesi e poi liberato da Luigi XIV. Tornò a sfidare l’oceano finché un fortunale lo uccise distruggendo anche il faro. Anche la costruzione successiva ebbe la stessa sorte, finché alla fine dell’Ottocento venne realizzato un nuovo Eddystone. Con l’automazione la lanterna fu smontata e ricostruita a Plymouth.

Le antiche storie dei fari sono costellate di racconti soprattutto inglesi e americani. Tra le famiglie più note di costruttori ci furono gli Stevenson, Thomas Smith e Robert Stevenson, antenati di Robert Louis Stevenson, autore dell’Isola del tesoro.

I fari italiani tra focolare domestico e inquietudine

In Italia i fari adriatici, ionici, tirrenici e liguri evocano il senso di un focolare domestico. Eppure basta osservarli dalle barche nelle notti silenziose o quando le onde si gonfiano per percepire un’altra dimensione: un occhio che tutto guarda, un ciclope, come lo ha definito Paolo Rumiz, che giganteggia sull’acqua.

Il faro di Punta Libeccio sull'isola di Marettimo alle Egadi
Il faro di Punta Libeccio sull'isola di Marettimo alle Egadi

Il faro di Marettimo: suggestioni tra mare e montagna

Il viaggio inizia da Sud, al faro dell’isola di Marettimo in Sicilia. Un sibilo sembra attraversare la torre tra gradini e muri di pietra creando un’atmosfera spettrale e affascinante. Arrivare a piedi lungo le mulattiere è un’avventura sorprendentemente montana tra fiori selvatici e il porticciolo alle pendici del Monte Scaturro. La lanterna si affaccia su Cala Nera, un luogo ammaliante e misterioso.

Le gite ai fari sono solo alcune delle esperienze possibili lungo le coste italiane. Camminare tra scogli e storie significa attraversare un’Italia diversa, dove il mare diventa un orizzonte senza spiaggia e senza confusione. È proprio nel senso di assenza che si gioca il simbolismo noir del faro, oggi spesso disabitato dopo l’automazione delle lanterne.

Le case dei guardiani sono spesso deserte, segnate dall’umidità, anche se in alcuni casi sono state recuperate e trasformate in strutture ricettive, come a Ischia o a Capo Spartivento. In altri luoghi resta un’atmosfera misteriosa fatta di persiane che dondolano al maestrale e di silenzi profondi.

Il faro di Capo Sandalo sull'isola di San Pietro
Il faro di Capo Sandalo sull'isola di San Pietro

Capo Sandalo e il fascino della solitudine

Proseguendo il viaggio si arriva a Capo Sandalo, nell’isola di San Pietro in Sardegna. La casa solitaria sotto la lanterna domina un paesaggio grandioso. Salendo la torre lo sguardo si perde in un blu immenso mentre sotto si apre il precipizio roccioso chiamato l’orrido.

Molti nomi legati ai fari raccontano atmosfere misteriose, come Punta Omo Morto a Ustica. Qui il 6 ottobre 1933 la moglie del capofanalista e una ragazzina furono trovate morte e alcuni confinati mafiosi vennero condannati all’ergastolo. Di segno opposto la storia del figlio del guardiano del faro dell’Isola d’Elba, diventato lo scrittore di mare Raffaello Brignetti.

Attorno ai fari di Punta Lividonia e Punta Capel Rosso al Giglio circolano racconti di vento, avventura e mistero. Nel tempo si è parlato di sparizioni, grida e naufragi, storie nate dalla suggestione di luoghi solitari e dall’ignoto che circonda il mare.

Il faro di Punat Omo Morto, il faro dell'isola d'Ischia anche a questo faro sono collegati fatti di sangue
Il faro di Punat Omo Morto, il faro dell'isola d'Ischia anche a questo faro sono collegati fatti di sangue

Il fascino senza tempo delle torri sul mare

Nonostante miti e paure, nulla riesce a rendere il mondo dei fari meno seducente. Favole, leggende e storie continuano a galleggiare attorno a queste torri, simboli di luce e di mistero che da sempre affascinano chi naviga e chi osserva la costa.

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