
Chi è Richard Hadida, l’imprenditore che ha fatto fortuna con Evolution Gaming e ha salvato Oyster rilanciando il cantiere con il giro del mondo Oyster World Rally.
Ci sono imprenditori che, per moltiplicare il proprio patrimonio, sono disposti a qualsiasi sacrificio e vedono solo il lavoro. Poi ce ne sono altri che hanno la rara capacità di riuscire a coniugare il piacere personale con la cura del loro business, come se fossero la stessa cosa. Richard Hadida è uno di questi.
Difficilmente qualcuno di voi avrà mai sentito parlare di lui. Hadida non è un uomo da copertina. Proviene dalla classe media ed è il classico uomo che si è fatto da solo grazie al proprio cervello. Di mestiere fa il miliardario per caso, come dice lui stesso: «Mi sono svegliato con una fortuna enorme sul conto in banca e non sapevo bene cosa farci».

Dalla fortuna in borsa all’acquisto di Oyster
Richard è stato tra i fondatori di Evolution Gaming, società specializzata nella tecnologia per i casinò online con croupier dal vivo. L’azienda è cresciuta rapidamente fino a diventare uno dei leader globali del settore ed è stata quotata in borsa con una valutazione miliardaria. Quando Evolution Gaming, poi diventata Evolution AB, nel 2015 è entrata in borsa le sue azioni valevano 80 corone svedesi, circa 7,5 euro. Nel 2021 quella stessa azione valeva 1.790 corone svedesi, circa 165 euro.
Il grande pubblico, però, si è accorto di lui solo quando ha acquistato Oyster, il cantiere britannico che era ormai prossimo al fallimento.
Un acquisto che non molti avrebbero fatto. Il cantiere, insolvente, non solo era vicino al collasso finanziario, ma la crisi derivava in buona parte da un incidente che aveva coinvolto una delle sue barche e che aveva distrutto la reputazione del marchio. Quell’episodio aveva mostrato al mondo che, per quanto i dirigenti di Oyster – sempre piuttosto snob – si sentissero depositari dell’antica arte della costruzione navale, quelle barche erano ben lontane dall’essere le migliori del mondo.
Se far rinascere un’azienda è difficile, far rinascere un cantiere che basa il proprio business sulla reputazione quando questa è stata distrutta è qualcosa che si avvicina molto a una missione impossibile.
Eppure Hadida lo ha fatto.
Nel 2018, quando la sua società iniziava a volare in borsa, acquistò Oyster, che era appena entrata in una procedura simile alla nostra amministrazione fallimentare.
Da quanto si intuisce dalle interviste che ha rilasciato sull’argomento, lo fece per tre motivi principali. Primo: poteva permetterselo. Secondo: nato nel Regno Unito, si sente profondamente inglese, anche se le sue origini sono marocchine e sefardite – il cognome Hadida è diffuso tra le comunità ebraiche del Nord Africa – e per un inglese Oyster sarà sempre Oyster. Terzo: è un velista appassionato. Ed è probabilmente quest’ultimo il motivo più forte.

Il giro del mondo per dimostrare che Oyster è rinata
Arrivato in Oyster ha fatto fare un salto nel futuro a queste barche, che fino ad allora rappresentavano quasi l’icona della barca classica. Le linee, più o meno, sono rimaste le stesse, ma i livelli di qualità nella costruzione sono saliti e, soprattutto, a bordo è arrivata molta più elettronica, pensata per rendere la vita di bordo più semplice e confortevole.
Nonostante questo, l’ombra del Polina Star III, l’Oyster 885 che con il suo inspiegabile naufragio aveva distrutto la credibilità del marchio, continuava a pesare. Diversi clienti guardavano con sospetto quelle barche.

Fu proprio quando Hadida dovette affrontare questo problema che riuscì a creare una perfetta fusione tra lavoro e passione personale.
Bisognava convincere i ricchi del mondo che con un Oyster si poteva andare ovunque. Allo stesso tempo lui aveva un sogno: fare il giro del mondo in barca a vela.
Oyster nel 2013 aveva creato l’Oyster World Rally, una circumnavigazione riservata ai proprietari delle barche del cantiere che dura circa 16 mesi. Ne sono state organizzate tre edizioni e ora Hadida ha messo in programma quella del 2026.
Gli obiettivi dell’Oyster World Rally sono diversi. Da una parte si crea un gruppo molto solido di armatori Oyster, che sono anche i futuri clienti del cantiere. Allo stesso tempo si manda al mondo un messaggio molto semplice: “vedete, tutti gli Oyster possono fare il giro del mondo”.
Poi Hadida ha messo la ciliegina sulla torta.
Si è iscritto anche lui al rally con la sua famiglia: la moglie Ali e il figlio Harry di due anni. La barca è la sua personale Oyster 885.
Un Oyster 885. Lo stesso modello del Polina Star III.

Il messaggio è chiarissimo: la vecchia Oyster non esiste più. Oggi il cantiere è diverso e le sue barche sono sicure, tanto che lui stesso porta moglie e figlio in giro per il mondo a bordo dello stesso modello che era stato protagonista di quel naufragio.
Un vero colpo da maestro. Una di quelle mosse degne di un grande comunicatore.
Non sono mai stato convinto che gli Oyster siano le migliori barche del mondo. Anche oggi penso che siano barche costruite molto bene, ma non necessariamente il vertice assoluto della cantieristica mondiale.
Sono però convinto di una cosa: se c’è un uomo che può portare questo cantiere sulle vette più alte del mercato delle barche premium, quell’uomo è Richard Hadida.
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