
Roam Hub Gen 2 permette di monitorare batterie, sentina e sicurezza della barca a distanza tramite Wi-Fi, Starlink e rete cellulare. Ecco come funziona.
Batterie, sentina, alimentazione elettrica e posizione della barca possono essere controllate dal telefono anche quando l'armatore si trova a centinaia di chilometri di distanza. Il nuovo Roam Hub Gen 2 introduce la connessione Wi-Fi e l'integrazione con la rete NMEA 2000.
Lasciare la barca in porto per diverse settimane significa affidarsi alla buona sorte o alla sorveglianza del personale del marina. Una presa della corrente di banchina che si scollega, una batteria che si scarica o una piccola infiltrazione d'acqua possono trasformarsi in problemi importanti se nessuno se ne accorge in tempo.
Proprio per evitare queste situazioni nasce Roam Hub Gen 2, la seconda generazione del sistema di monitoraggio remoto sviluppato dall'azienda americana Roam Devices e presentato al Salone Nautico di Annapolis, in programma dal 15 al 18 ottobre.
Il dispositivo permette all'armatore di conoscere le condizioni della propria barca attraverso un'applicazione sullo smartphone e di ricevere un avviso quando uno dei parametri controllati supera i limiti impostati.
Come funziona il Roam Hub Gen 2
Il cuore del sistema è una piccola centralina elettronica che viene installata a bordo e collegata all'impianto elettrico della barca.
Il dispositivo dispone di un ricevitore GPS, di un sensore di temperatura e di un sistema per controllare la tensione dell'alimentazione. Attraverso sensori aggiuntivi può verificare il funzionamento delle pompe di sentina, la presenza di acqua all'interno dello scafo, l'alimentazione elettrica proveniente dalla banchina e l'apertura di porte o boccaporti.
La novità principale della seconda generazione è la possibilità di utilizzare la connessione Wi-Fi presente a bordo, compresa quella fornita da Starlink.
Questo significa che una barca dotata di un collegamento Internet può trasmettere i propri dati senza necessariamente utilizzare una connessione cellulare dedicata.
Quando il Wi-Fi non è disponibile, il sistema può passare automaticamente alla rete cellulare integrata, purché sia stato attivato uno dei piani che prevedono questo servizio e vi sia copertura.
La centralina dispone anche di una batteria interna di emergenza, che secondo il costruttore permette di continuare a trasmettere per circa 24 ore in caso di interruzione dell'alimentazione di bordo.
Un'altra novità è l'ingresso NMEA 2000. Collegando il Roam Hub alla rete degli strumenti della barca è possibile acquisire informazioni già disponibili nell'impianto, senza dover installare un sensore separato per ogni parametro. La quantità di dati accessibili dipende naturalmente dagli strumenti presenti a bordo e dal piano di servizio utilizzato.
Quali allarmi servono realmente su una barca lasciata in porto
L'aspetto più interessante di questi sistemi non è tanto la possibilità di conoscere continuamente quello che succede a bordo, quanto quella di essere avvisati quando si verifica qualcosa di anomalo.
Per una barca a vela lasciata incustodita in marina, gli allarmi più importanti sono probabilmente cinque.
Il primo riguarda la presenza di acqua in sentina. Un sensore di livello può segnalare un'infiltrazione prima che diventi pericolosa. Ancora più interessante è la possibilità di controllare quante volte entra in funzione la pompa di sentina: un aumento anomalo della frequenza degli interventi può indicare una perdita anche quando la pompa riesce ancora a smaltire l'acqua.
Il secondo è la tensione delle batterie. Se questa scende al di sotto di una determinata soglia, il sistema avvisa l'armatore. È un controllo importante perché, se le batterie si scaricano completamente, anche la pompa di sentina elettrica potrebbe smettere di funzionare.
Il terzo riguarda la corrente di banchina. Un'interruzione dell'alimentazione può impedire al caricabatterie di mantenere carichi gli accumulatori e provocare lo spegnimento delle apparecchiature che dipendono dalla rete elettrica.
Il quarto è la posizione della barca. Il GPS permette di impostare un'area di sicurezza e di ricevere una segnalazione se l'imbarcazione viene spostata. Una funzione utile sia per individuare movimenti non autorizzati sia per controllare una barca lasciata all'ancora.
Il quinto riguarda la temperatura e le condizioni interne. Sensori aggiuntivi possono misurare l'umidità, controllare la temperatura di un frigorifero oppure segnalare l'apertura di un boccaporto.
Non tutti questi controlli hanno la stessa importanza. Per una barca che rimane inutilizzata durante l'inverno, ad esempio, il monitoraggio della sentina, delle batterie e dell'alimentazione elettrica è generalmente più utile rispetto al controllo continuo della posizione GPS.
Quanto costa controllare la propria barca da lontano
Il Roam Hub Gen 2 ha un prezzo di listino americano di 299,90 dollari. In occasione del Salone di Annapolis viene proposto a 250 dollari.
Il sistema può funzionare gratuitamente utilizzando il Wi-Fi della barca o Starlink, mentre per avere una connessione cellulare indipendente è necessario attivare un abbonamento.
I piani cellulari partono da 5 dollari al mese con fatturazione annuale. Le funzioni più avanzate, come l'integrazione con la rete NMEA 2000, richiedono invece il piano Premium, proposto a 10 dollari al mese con pagamento annuale. I sensori supplementari e il cavo NMEA 2000 sono acquistabili separatamente. Si tratta di prezzi indicati dal produttore per il mercato americano.
Il sistema può essere installato anche su barche relativamente piccole, senza la necessità di intervenire pesantemente sull'impianto elettrico esistente.
La vera questione, tuttavia, non è quanti parametri sia possibile controllare, ma quali informazioni siano effettivamente utili all'armatore.
Una barca dotata di dieci sensori che inviano continuamente notifiche rischia di produrre una quantità di informazioni difficilmente gestibile. Un impianto più semplice, configurato per segnalare soltanto le anomalie importanti, potrebbe invece risultare più efficace.
C'è poi un limite che nessun sistema elettronico può eliminare: ricevere un allarme non significa risolvere il problema. Se la barca imbarca acqua o perde l'alimentazione elettrica, è comunque necessario che qualcuno possa intervenire fisicamente.
Per questo motivo, soprattutto quando la barca viene lasciata in un porto lontano da casa, il monitoraggio remoto dovrebbe essere accompagnato dalla disponibilità di una persona di fiducia o di un servizio del marina in grado di effettuare un controllo a bordo.
La possibilità di ricevere tempestivamente un avviso può fare la differenza tra un piccolo inconveniente e un danno molto costoso, ma soltanto se alla segnalazione può seguire un intervento.
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