Cosa succede a una barca a vela quando sbandata? Perché la falchetta in acqua non è pericolosa e come gestire lo sbandamento in crociera.
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Come si fa a dimenticare la prima volta in barca a vela e le emozioni provate? Il silenzio, interrotto solo dall’acqua che scorre lungo lo scafo, la barca che avanza spinta dal vento e si inclina leggermente su un lato. È proprio questa inclinazione, lo sbandamento, a generare spesso le prime paure.
Quando non si capisce bene cosa stia succedendo, fino a che punto la forza del vento possa aumentare l’inclinazione e quali siano i limiti di sicurezza della barca, è normale che i neofiti restino un po’ disorientati. Con il tempo ci si abitua, anche se vedere la falchetta sfiorare l’acqua continua a provocare un leggero disagio psicologico in molti.
Ma cosa succede davvero alla barca quando naviga sbandata? Quali equilibri entrano in gioco? Esistono reali motivi di preoccupazione? E soprattutto, come è meglio comportarsi?
Questione di forme
Per capire cosa accade quando una barca a vela naviga sbandata, è utile partire dalle forze in gioco. La stabilità
e dipende principalmente da due fattori: il rapporto tra il baricentro e il centro della pressione che il vento esercita sulle vele, ovvero il centro velico, e la forma dello scafo. Quest’ultima è particolarmente importante perché influenza in modo diretto le scelte progettuali. In estrema sintesi, esistono due forme di base: scafi larghi e scafi stretti. Un’imbarcazione con un baglio massimo importante, in rapporto alla lunghezza, si comporta in modo molto diverso da una barca stretta. Il confronto più immediato è tra un catamarano, estremamente largo, e una barca come il Moro di Venezia, barca di Coppa America degli anni ’90, lunga e molto stretta, quasi come una canoa. Queste due configurazioni rappresentano due tipi opposti di stabilità. Il catamarano beneficia di una grande stabilità di forma, mentre una barca molto stretta deve compensare la minore stabilità dello scafo con una zavorra importante nel bulbo, sviluppando così una stabilità di peso. La maggior parte delle barche da crociera nasce da un equilibrio tra questi due principi. Non sono né estremamente larghe né estremamente strette. Questo compromesso dipende dall’uso previsto dell’imbarcazione ed è uno degli el
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