Ad aprire il festival è stato il Comitato di Regata, il cui Presidente, Peter Reggio, non si è voluto arrendere davanti all’evidenza di una giornata caratterizzata da una situazione meteo assolutamente non adatta alla disputa di una regata di tale importanza.
La perseveranza nel voler dare inizio alle procedure di partenza, iniziate sul filo di lana del tempo limite concesso dalle istruzioni di regata, ha portato ad un match deciso dai capricci di Eolo e non solo. I due team, infatti, si sono resi autori di innumerevoli leggerezze.
La saga è iniziata subito dopo la partenza, quando il pozzetto di SUI-100, nonostante un margine di vantaggio di oltre sessanta metri, ha preferito separarsi da New Zealand, lasciandogli il totale controllo del lato destro del campo. Qui, un clamoroso salto di vento, ha attribuito la prima leadership del confronto proprio allo scafo kiwi.
Alinghi, attardato alla prima boa di oltre trecento metri, è rientrato clamorosamente in gara nel corso della seconda risalita, grazie alla complicità del Dio dei venti e di un errore in fase di manovra commesso dall'equipaggio di Dean Barker.
Svizzeri davanti quindi, ma solo per pochi istanti: nemmeno il tempo di avvistare il traguardo che New Zealand, sfruttando l'ennesimo passo di danza della brezza, ha ingranato la classica marcia in più, chiudendo la regata con un vantaggio considerevole.
Il quarto match è in programma domani alle ore 15:00.
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