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mercoledì 11 marzo 2026
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Storico accordo dell'ONU per la tutela delle acque internazionali oltre le ZEE

L'ONU firma accordo storico per tutelare acque internazionali oltre le ZEE. Valutazione preventiva impatto ambientale e creazione di aree protette.

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Ci sono voluti quindici anni di discussioni e un’infinità di rinvii e negoziati ma finalmente, il 4 marzo 2023, i paesi membri dell’ONU hanno siglato uno storico accordo per la tutela delle acque internazionali, fino a ieri considerate una sorta di far west dello sfruttamento e dell’inquinamento.

Parliamo della zona oltre le duecento miglia nautiche dalla costa, oltre cioè quella che viene giuridicamente definita ZEE, Zona Economica Esclusiva, i cui diritti di sfruttamento sono detenuti dai paesi costieri. Con il nuovo trattato vengono sancite regole internazionali e forniti gli strumenti giuridici per la protezione degli ecosistemi e della biodiversità.

Si tratta di una porzione enorme del nostro pianeta, importantissima per la sopravvivenza dell’umanità poiché assorbe un’enorme quantità delle emissioni di Co2 prodotte dall’uomo, stemperando così il riscaldamento globale. Parliamo di circa il 60% degli oceani, l’habitat di milioni di specie ittiche da cui dipendono miliardi di persone.

I paesi firmatari si sono impegnati a valutare preventivamente l’impatto ambientale prima di avviare attività estrattive o di qualunque genere. Sarà inoltre più semplice istituire aree protette in tutte quelle zone che al momento ricadono fuori dalla giurisdizione dei singoli Stati. L’obiettivo è arrivare a circa il 30% della superficie degli oceani entro il 2030.

Il trattato consentirà all’Italia di tutelare meglio i mari che circondano la penisola, soprattutto l’alto Adriatico e il Canale di Sicilia, dove sarà possibile concordare azioni congiunte con i paesi balcanici e nordafricani. Per comprendere l’importanza del testo approvato alle Nazioni Unite, basti considerare le problematiche relative al Santuario dei cetacei, istituito nel Tirreno settentrionale nel 1999, dovute al fatto che si basa su un accordo fra Stati (Italia, Francia, Monaco) e quindi non è vincolante a livello internazionale.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, si è detto pienamente soddisfatto dell’accordo, volto a contrastare le pratiche distruttrici che minacciano la salute degli oceani. La firma del trattato è stata accolta con entusiasmo anche dalle più importanti organizzazioni ecologiste come Greenpeace o il WWF.

© Riproduzione riservata

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