
La nave Venezia era salpata da Catania il 17 dicembre diretta a Genova nonostante, nella sua area di navigazione, fosse in corso una burrasca forza dieci con onde alte oltre otto metri e venti a 130 chilometri orari. Quando era arrivata all’altezza di Livorno, parte del carico che si trovava sul ponte aveva rotto le cime di serraggio ed era caduto in mare. Tra quanto perso, ci sono due rimorchi carichi di 198 bidoni di cobalto e molibdeno, sostanze altamente tossiche che, se messe a contatto con l’aria sono anche esplosive.
Queste erano il frutto di un processo di raffinazione del gasolio. Una volta a Genova, i bidoni sarebbero stati trasportati a Lussemburgo, dove un laboratorio chimico specializzato, li avrebbe bonificati. Ora il pericoloso carico si trova a circa 600 metri di profondità e si teme che se i bidoni dovessero aprirsi a causa della pressione, le sostanze in questi contenuti potrebbero entrare nella catena alimentare della fauna locale con effetti devastanti.
© Riproduzione riservata