
Un velista di 23 anni è morto al termine di una spedizione scientifica in Antartide sulla goletta Persévérance, dopo essere caduto in mare dall’albero maestro durante la notte. L’episodio è avvenuto nelle fasi finali della missione, quando la nave da ricerca si trovava già in porto a Hobart, in Tasmania, scalo di rientro delle campagne antartiche.
La dinamica e i punti da chiarire
Secondo le informazioni disponibili, il giovane sarebbe finito in acqua intorno alle 3:55 del mattino, durante l’ultima notte a bordo. Il corpo è stato recuperato poco dopo, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Le autorità locali hanno avviato accertamenti per chiarire le circostanze dell’accaduto.
La nave era reduce da una spedizione di ricerca in Antartide durata due mesi e da quasi dieci giorni era ormeggiata in banchina.
Alcuni testimoni riferiscono di aver visto il ragazzo gettarsi dall’albero e finire in acqua. La morte del giovane presenta molti aspetti poco chiari, sui quali la magistratura della Tasmania sta indagando.
Uno degli elementi che lasciano più perplessi è l’orario in cui si è verificato l’incidente. Le attività su una nave da ricerca non seguono ritmi tradizionali e possono essere distribuite sulle 24 ore, soprattutto durante le spedizioni. Tuttavia, al momento dell’incidente la nave si trovava in porto da diversi giorni, e resta da chiarire se il giovane fosse impegnato in attività operative o se si trattasse di un momento non lavorativo.
Questo punto è centrale per ricostruire la dinamica: capire se si trattasse di un turno di lavoro, di uno spostamento a bordo o di una situazione diversa potrebbe cambiare l’interpretazione dell’accaduto.
Anche le dichiarazioni dei testimoni sollevano diversi interrogativi. Cosa significa che si è gettato? Ha perso l’equilibrio e si è dato una spinta nel tentativo di cadere in acqua invece che tra le sartie dell’albero? Aveva bevuto e ha perso l’equilibrio? Oppure si è trattato di un gesto volontario?
Quest’ultima ipotesi resta la meno probabile, perché le possibilità di morire cadendo da una trentina di metri in mare sono limitate, così come quelle di riportare gravi conseguenze pur sopravvivendo.
Le autorità stanno valutando tutte le ipotesi.
La ricostruzione dipenderà dalle testimonianze dell’equipaggio, dalle registrazioni di bordo e dagli eventuali sistemi di videosorveglianza presenti sulla nave.
© Riproduzione riservata























