
Le normative sui prodotti chimici utilizzati nelle antivegetative stanno cambiando il mercato. AkzoNobel segnala una crescente richiesta di rivestimenti alternativi, ma per i diportisti la scelta della vernice diventa più complessa.
Il mercato delle vernici antivegetative sta attraversando una fase di cambiamento. Le restrizioni sull'impiego di determinate sostanze chimiche, unite a normative ambientali sempre più articolate, stanno spingendo i produttori a sviluppare rivestimenti per carene che non utilizzano biocidi.
A richiamare l'attenzione su questa trasformazione è AkzoNobel, uno dei maggiori produttori mondiali di vernici marine, proprietario, tra gli altri, del marchio International. Secondo l'azienda, le disposizioni che regolano l'utilizzo dei biocidi, dei composti organici volatili (VOC) e degli isocianati stanno modificando sia la disponibilità dei prodotti sia le scelte dei cantieri e degli armatori.
Come funzionano le nuove antivegetative senza biocidi
Le antivegetative tradizionali utilizzano sostanze attive che vengono rilasciate gradualmente nell'acqua per ostacolare l'insediamento di alghe, microrganismi e altri organismi marini sulla carena.
Questo sistema permette di mantenere pulita l'opera viva, riducendo la resistenza all'avanzamento e, nelle imbarcazioni a motore, contribuendo a contenere i consumi di carburante.
Il problema riguarda gli effetti che alcune delle sostanze rilasciate possono avere sull'ambiente marino. Le autorità di diversi Paesi stanno quindi introducendo o aggiornando limitazioni che riguardano determinate formulazioni.
Una delle alternative è rappresentata dai rivestimenti foul-release, che utilizzano superfici a bassa adesione sulle quali gli organismi marini incontrano maggiori difficoltà ad attecchire stabilmente. A differenza delle antivegetative convenzionali, questi prodotti non basano la propria azione sul rilascio di sostanze biocide.
La loro efficacia dipende però anche dalle caratteristiche della barca, dalla frequenza di utilizzo, dalla velocità e dalle condizioni ambientali nelle quali naviga o rimane ormeggiata.
AkzoNobel ha già introdotto prodotti di questo tipo, tra cui B-Free Explore, un sistema senza biocidi sviluppato con il marchio International.
Normative diverse da Paese a Paese
Uno degli aspetti più complessi segnalati da AkzoNobel riguarda la frammentazione delle normative.
In Europa esistono procedure di autorizzazione e restrizioni che possono incidere diversamente sulla commercializzazione dei prodotti. Negli Stati Uniti, alle disposizioni federali si aggiungono quelle dei singoli Stati, con requisiti particolarmente articolati in mercati come la California.
Queste differenze possono creare difficoltà soprattutto alle imbarcazioni che navigano in più Paesi, perché un prodotto disponibile e autorizzato in un determinato mercato potrebbe non esserlo in un altro.
Per i produttori diventa quindi necessario sviluppare formulazioni capaci di rispettare requisiti differenti, mentre cantieri e armatori devono prestare maggiore attenzione alle caratteristiche e alle autorizzazioni dei rivestimenti che intendono utilizzare.
Secondo Eve Lenez, responsabile mondiale del segmento yacht di AkzoNobel, le considerazioni ambientali sono ormai diventate uno dei principali fattori che orientano la ricerca e lo sviluppo delle nuove antivegetative.
Cosa cambia per chi possiede una barca
Per il diportista il cambiamento non significa che le antivegetative tradizionali siano destinate a scomparire immediatamente.
Le vernici autoleviganti, che rilasciano progressivamente le sostanze attive consumando lo strato superficiale, continuano a rappresentare una soluzione utilizzata soprattutto per le barche che rimangono in acqua tutto l'anno.
Le antivegetative a matrice dura restano invece una possibilità per le imbarcazioni veloci e per alcune barche da regata, nelle quali è importante ottenere una superficie particolarmente liscia.
I rivestimenti senza biocidi costituiscono un'ulteriore alternativa, ma la loro scelta deve tenere conto dell'utilizzo effettivo dell'imbarcazione e delle modalità di manutenzione.
La questione è particolarmente interessante per la nautica da diporto mediterranea, dove molte barche trascorrono lunghi periodi ferme all'ormeggio. In queste condizioni la capacità di impedire l'accumulo di organismi sulla carena rimane un elemento determinante nella valutazione di un prodotto.
Il cambiamento più importante riguarda quindi il criterio con cui scegliere l'antivegetativa: non soltanto durata, prezzo e capacità di mantenere pulita la carena, ma anche composizione chimica, compatibilità con le normative e caratteristiche operative della barca.
La direzione indicata dall'industria è quella di un progressivo ampliamento delle tecnologie senza biocidi, anche se le vernici tradizionali continuano a occupare una parte rilevante del mercato.
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