
Nel tratto di mare antistante l’ex area industriale di Bagnoli, a Napoli, prende forma un progetto destinato a modificare in modo significativo il rapporto tra la città e il suo litorale. In vista della 38ª America’s Cup, sono previste opere a mare pensate per ospitare le imbarcazioni impegnate nell’evento velico, con interventi che interesseranno direttamente fondali, linea di costa e specchio acqueo.
Le opere previste nello specchio d’acqua di Bagnoli
Il progetto prevede la realizzazione di tre barriere frangiflutti in scogliera, disposte in mare aperto e non collegate alla terraferma. Le strutture avranno una lunghezza complessiva di circa 1.300 metri e serviranno a delimitare uno specchio acqueo di circa 20 ettari, destinato a diventare un’area di calma protetta dal moto ondoso.
La barriera centrale sarà la più estesa, affiancata da due strutture minori posizionate a nord e a sud. L’obiettivo è creare condizioni marine adatte alle operazioni di ormeggio, manutenzione e gestione delle imbarcazioni coinvolte nella Coppa America, incluse le barche da regata e le unità di supporto.
Un’area protetta per scafi e yacht di supporto
All’interno dell’area delimitata dalle barriere saranno installate strutture galleggianti per l’ormeggio delle imbarcazioni. Non si tratta di un porto tradizionale, ma di un’infrastruttura funzionale all’evento sportivo, progettata per garantire stabilità e sicurezza durante le attività operative dei team.
I documenti tecnici parlano di opere concepite per resistere alle condizioni meteomarine tipiche del golfo di Napoli, con criteri di sicurezza che tengono conto di eventi intensi ma statisticamente prevedibili. Sono inoltre previsti interventi di dragaggio per adeguare la profondità dei fondali alle esigenze delle imbarcazioni coinvolte.
Le opere a mare si inseriscono in un quadro più ampio di interventi legati alla rigenerazione dell’area di Bagnoli, da tempo interessata da programmi di bonifica ambientale e recupero urbano. Il progetto legato all’America’s Cup rappresenta uno degli elementi più visibili di questo processo, destinato a incidere sul paesaggio costiero e sull’uso dello spazio marino.
Accanto alle infrastrutture in mare, sono previste sistemazioni a terra sulla colmata retrostante, dove troveranno spazio le basi operative dei team, le aree tecniche e le strutture logistiche necessarie alla gestione dell’evento.
Il dibattito sul futuro delle opere
La dimensione delle barriere e l’estensione dell’area delimitata hanno aperto un confronto sul futuro di queste infrastrutture una volta conclusa la Coppa America. Nei progetti presentati si parla di opere in larga parte temporanee, con la previsione di rimozioni o riconversioni successive all’evento.
Resta aperta la discussione sull’eredità che l’America’s Cup lascerà a Bagnoli, tra opportunità di rilancio e interrogativi legati alla trasformazione permanente del litorale. Un tema che continuerà ad accompagnare l’avanzamento dei lavori e il rapporto tra la città, il mare e la vela internazionale.
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