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lunedì 2 marzo 2026
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Beatrice, 76 mila euro e la polemica sul restauro a Imperia: chi ha pagato davvero il primo intervento

A Imperia si discute dei 76 mila euro per il veliero Beatrice. Il primo restauro fu finanziato dal Fondo Bracco, che donò anche risorse per completare i lavori.

Il Beatrice, yawl del 1963 donato all'isituto Nautico di Imperia si trova al centro di una polemica nel comunque di Imperia sulle spese per il suo restauro
Il Beatrice, yawl del 1963 donato all'isituto Nautico di Imperia si trova al centro di una polemica nel comunque di Imperia sulle spese per il suo restauro
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A Imperia il veliero Beatrice è tornato al centro del dibattito pubblico dopo lo stanziamento di 76.860 euro per un secondo lotto di manutenzione straordinaria. La cifra, impegnata dal Comune, ha riacceso le critiche di chi considera eccessivo l’investimento su una barca che negli ultimi anni non ha navigato con continuità. Ma per comprendere la vicenda è necessario distinguere tra il primo restauro e gli interventi successivi, ricostruendo con precisione l’origine dei finanziamenti.

Il primo restauro e il ruolo del Fondo Bracco

Beatrice, sloop in legno varato nel 1963 dai Cantieri Sangermani, entra nel percorso formativo dell’Istituto Nautico di Imperia grazie alla donazione della Fondazione Bracco. Il primo intervento di recupero non fu sostenuto dal Comune, ma avviato nell’ambito del progetto promosso dal fondo, con l’obiettivo di trasformare l’imbarcazione in barca scuola. Il restauro iniziale venne impostato come attività didattica, coinvolgendo studenti e docenti in un lavoro tecnico e formativo che aveva anche un valore culturale per la città.

Quando la barca fu successivamente donata al Comune, insieme all’imbarcazione arrivarono anche risorse economiche destinate a completare le lavorazioni ancora necessarie. Questo passaggio è centrale nella polemica attuale: il primo recupero e l’avvio del progetto non gravarono sulle casse comunali, ma furono sostenuti dal fondo donatore, che contribuì anche alla fase conclusiva dei lavori.

Il Beatrice nel 2021 subito dopo il primo restauro effettuato dall'Istituto Nautico d'Imperia
Il Beatrice nel 2021 subito dopo il primo restauro effettuato dall'Istituto Nautico d'Imperia

Il secondo lotto e i 76 mila euro stanziati

La determina del febbraio 2026 riguarda un secondo lotto di interventi, concentrato in particolare sul fasciame dello scafo e su lavorazioni ritenute indispensabili per garantire la tenuta strutturale dell’imbarcazione. L’importo complessivo, pari a 76.860 euro IVA inclusa, è stato inserito a bilancio come spesa per la manutenzione straordinaria.

È su questa cifra che si concentra la discussione politica. Per alcuni rappresenta un costo non più giustificabile, alla luce dei ritardi accumulati e delle difficoltà operative. Per altri è un investimento coerente con il ruolo che Beatrice dovrebbe continuare a svolgere come barca scuola e come simbolo della tradizione velica cittadina.

Imperia deve parte della propria notorietà internazionale al raduno periodico delle barche d’epoca, un appuntamento che richiama armatori, equipaggi e appassionati da diversi Paesi. Le Vele d’Epoca rappresentano da decenni un momento centrale per l’immagine della città, legando il nome del porto alla cultura della marineria storica.

In questo contesto, la presenza di una barca in legno restaurata e collegata all’Istituto Nautico assume anche un valore simbolico. L’istituto imperiese è considerato tra i più qualificati del settore in Italia e la disponibilità di un’unità storica destinata alla formazione rafforza il legame tra didattica, tradizione e territorio.

Se si considera che il primo restauro fu finanziato dal fondo Bracco e che alla donazione furono associati contributi economici per completare i lavori, la spesa attuale va letta come intervento successivo di manutenzione su un bene già acquisito. La cifra di 76 mila euro diventa così oggetto di una valutazione politica più che tecnica.

In una città che costruisce parte della propria identità sulle barche d’epoca e sulla formazione nautica, la questione non riguarda soltanto il costo immediato ma il valore attribuito a un progetto formativo e culturale. Se l’investimento consente di mantenere attiva una barca scuola legata a uno dei nautici più stimati del Paese, per l’amministrazione può rappresentare una spesa proporzionata rispetto al ritorno in termini di immagine e continuità della tradizione velica locale.

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