
Dal 17 al 25 gennaio 2026 torna
Nonostante un netto ridimensionamento del salone nel settore vela, il Boot Düsseldorf continua a muovere cifre importanti: quasi 200 mila visitatori, oltre 1.500 espositori e una superficie espositiva che supera i 200 mila metri quadrati. Ma il dato più significativo non è solo quantitativo. La fiera tedesca intercetta una platea con un’elevata propensione all’acquisto e con una forte componente professionale, diventando un luogo in cui si consolidano relazioni commerciali, si definiscono strategie di distribuzione e si testano nuove linee di prodotto.

In questo senso, Düsseldorf resta un punto di riferimento soprattutto per il Nord e il Centro Europa, ma con un’influenza che si estende anche ai mercati mediterranei.
L’Italia negli anni ha visto una rappresentanza in continuo calo sia come cantieri, ormai ridotti essenzialmente a
Resta invece significativa la presenza italiana nel settore motore, che continua a trovare nel Boot un contesto commerciale efficace.
Per l’edizione 2026 si registra una lieve ripresa della presenza dei cantieri nel settore vela, dopo anni in cui soprattutto i costruttori tedeschi avevano mostrato di non credere più nel salone.
Al Boot 2026 dovrebbero tornare a esporre
Le novità presentate a Düsseldorf non sono numericamente molte, ma alcune hanno un peso specifico rilevante. Tra i debutti assoluti spiccano modelli come il nuovo

Si tratta di imbarcazioni che non puntano sull’effetto sorpresa, ma su scelte progettuali coerenti con un mercato sempre più razionale e attento alla sostanza.
Un aspetto che continua a caratterizzare il Boot Düsseldorf è l’attenzione crescente per tutto ciò che ruota intorno alla gestione dell’imbarcazione: refit, materiali, efficienza energetica, digitalizzazione dei sistemi di bordo e infrastrutture portuali.
Temi che riflettono un cambiamento nelle priorità degli armatori e che rendono il salone meno legato al solo prodotto “nuovo” e più orientato a una visione complessiva del ciclo di vita della barca.
In questo quadro, l’edizione 2026 non promette colpi di scena, ma resta un appuntamento fondamentale per capire dove sta andando davvero la nautica europea, al di là delle narrazioni più enfatiche.
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