
Poteva trasformarsi in una tragedia, ma si è conclusa senza conseguenze la folle corsa di un catamarano che, nel pomeriggio di domenica 7 luglio, è stato avvistato al largo di Grado mentre navigava a motore in cerchio con le manette dei motori abbassate quasi a metà corsa, senza nessuno visibile al timone. A lanciare l’allarme è stata un’altra unità da diporto in transito, che ha prontamente segnalato l’anomalia alla Guardia Costiera di Trieste.
La chiamata, giunta alla Sala Operativa del 10° Centro Secondario di Soccorso Marittimo, ha attivato immediatamente le procedure di emergenza. Due mezzi navali sono salpati da Grado e hanno raggiunto il punto segnalato in circa venti minuti.
Una scena surreale
Il catamarano era ancora in movimento. Girava continuamente intorno e nessuno era né in pozzetto, né sul ponte, la barca sembrava abbandonata. Inizialmente gli uomini della Capitaneria hanno pensato che chi era a bordo fosse caduto in mare. Abbordare il catamarano non è stato facile, i militari hanno dovuto eseguire una delicata manovra per avvicinarsi in sicurezza e salire a bordo. Una volta dentro, la sorpresa: il comandante era steso nella dinette e dormiva profondamente, completamente ignaro di ciò che stava accadendo.
La Guardia Costiera ha preso il controllo dell’unità, riportandola a condizioni di sicurezza e scortandola verso Grado. Una volta a terra, sono scattati gli accertamenti: l’uomo – un cittadino italiano, unico a bordo – è stato sottoposto a test alcolemico, risultando oltre i limiti di legge previsti per la navigazione da diporto.
Le conseguenze sono state immediate: ritiro della patente nautica, sequestro dell’imbarcazione e una sanzione amministrativa da 5.000 euro. Sono in corso anche ulteriori verifiche per valutare eventuali responsabilità penali legate alla messa in pericolo della navigazione e alla guida in stato di ebbrezza.
Un pericolo reale per tutti
La dinamica, apparentemente grottesca, ha avuto contorni molto seri. Un’imbarcazione priva di controllo, in movimento e in una zona frequentata da diportisti e bagnanti – lì vicino c’è il Marina di Punta Faro da dove escono e entrano molte barche – rappresenta un pericolo concreto di collisione o di incidente grave. La Guardia Costiera ha sottolineato che “la situazione avrebbe potuto facilmente provocare un incidente”.
La Capitaneria ha segnalato come vadano fatti i complimenti al diportista che ha capito la situazione e li ha avvertiti. Solitamente le persone non amano immischiarsi in fatti che non li riguardano, invece questa persona, prima di tutto, è stata in grado di capire che qualche cosa non stesse funzionando e che quel catamarano che andava in tondo non era solo un gioco e poi ha fatto la cosa giusta chiamando la Capitaneria che in questo modo è potuta intervenire.
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