
Quando Charles Wayne Zimmerman, 58 anni, veterano della Marina statunitense, è entrato con il suo 12 metri, il Trude Zena, nel porto di Sochi, in Russia, proveniente da Fort Macon, nella Carolina del Nord, non immaginava che quel luogo sarebbe diventato la sua residenza per diversi anni. Una residenza tutt’altro che confortevole.
Subito dopo l’ormeggio, la polizia di frontiera russa ha effettuato i normali controlli doganali a bordo dell’imbarcazione. Durante l’ispezione, uno degli agenti ha notato la presenza di un fucile da caccia. Il ritrovamento dell’arma ha portato a un’ispezione approfondita della barca, nel corso della quale sono state rinvenute anche due scatole di cartucce.
Zimmerman ha spiegato che l’arma era tenuta a bordo per difesa personale, una pratica legittima nello Stato della Carolina del Nord, dove non sono richiesti permessi specifici per la detenzione di un’arma. Gli agenti gli hanno però fatto presente che in Russia, come in molti altri Paesi, la normativa è diversa: le armi devono essere dichiarate e, per detenerle o introdurle dall’estero, è necessario ottenere autorizzazioni precise.
Nonostante lo skipper americano, arrivato a Sochi per motivi personali, abbia assicurato che l’arma non avrebbe mai lasciato l’imbarcazione, le autorità hanno proceduto con l’arresto.
Mesi di silenzio e la denuncia di scomparsa
Dopo l’arresto, dello skipper americano si sono perse le tracce. Per mesi non sono arrivate notizie ufficiali. Non avendo più contatti con lui dal luglio precedente, la famiglia ha denunciato la sua scomparsa e la Guardia Costiera statunitense ha emesso un avviso di ricerca.
Il nome di Zimmerman è tornato a emergere solo il 19 gennaio 2026, con la sentenza del processo a suo carico: cinque anni di reclusione in una colonia penale, senza possibilità di condizionale, cauzione o pene alternative al carcere. Da quel momento l’ambasciata degli Stati Uniti in Russia si è attivata, ma le possibilità di un rilascio sono apparse limitate.
Il viaggio cambiato per una relazione personale
L’arrivo a Sochi di Zimmerman è stato legato a una relazione personale. Quando il 1° luglio 2024 è salpato da Fort Macon, la sua destinazione dichiarata era la Nuova Zelanda. Durante il viaggio ha però conosciuto online una donna russa, con la quale ha iniziato una relazione, decidendo di cambiare rotta e dirigersi verso il Mediterraneo, per poi risalire il Mar Nero fino a Sochi, città in cui la donna viveva.
Una scelta rischiosa di per sé: in quei mesi il Mar Nero era un’area fortemente militarizzata, con una presenza di navi militari superiore a quella delle imbarcazioni da pesca.
La vicenda mette in evidenza come la conoscenza delle regole sia una componente fondamentale della sicurezza. Zimmerman era convinto che ciò che era consentito nella Carolina del Nord lo fosse anche altrove. La scarsa familiarità con le normative al di fuori degli Stati Uniti lo ha portato a una leggerezza che oggi gli costa cinque anni di prigione in un Paese che, storicamente, non ha rapporti semplici con Washington.
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