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domenica 31 agosto 2025
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Condannato a un anno il diportista che ha inquinato il parco naturale in Corsica

Un avvocato italiano è stato condannato a un anno per aver causato un grave inquinamento nel Parco naturale marino di Cap Corse e delle Agriate, in Corsica.

Il Sanlorenzo incagliato sugli scogli nel Parco naturale di Cap Corse e delle Agriate, in Corsica
Il Sanlorenzo incagliato sugli scogli nel Parco naturale di Cap Corse e delle Agriate, in Corsica
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È stato condannato a un anno di reclusione ai domiciliari il diportista responsabile dell’incaglio della propria barca in Corsica, incidente che ha provocato l’inquinamento del Parco naturale marino di Cap Corse e delle Agriate.

Il 7 luglio 2022, uno yacht a motore Sanlorenzo di 19 metri, con 2000 litri di gasolio nei serbatoi, si è incagliato sugli scogli del parco naturale nella Corsica settentrionale. A seguito dell'urto, i serbatoi si sono rotti e i 2000 litri di gasolio si sono riversati in mare, causando un grave danno ambientale.

Il proprietario e comandante dell’imbarcazione, un avvocato italiano di 76 anni residente a Marsiglia, è stato inquisito. Il tribunale marittimo di Marsiglia ha rilevato che il comandante aveva violato le più elementari norme per la condotta in sicurezza di un’imbarcazione, affidando la barca al pilota automatico mentre faceva colazione, nonostante stesse navigando vicino alla costa.

Inoltre, a giudizio del tribunale, dopo l'incidente il comandante non si è adoperato per limitare le conseguenze ambientali.

I resti dello yacht si sono dispersi su un'area di circa un ettaro e mezzo e fino a otto metri di profondità dal punto della collisione con gli scogli. I soccorritori sono riusciti a recuperare 2000 litri di gasolio e 26 batterie per ridurre l'impatto sull'ambiente.

La condanna emessa prevede un anno di reclusione da scontare ai domiciliari con sorveglianza elettronica, una multa di 20.000 euro e il pagamento di 31.472 euro all’ente parco per i danni arrecati.

La condanna appare corretta, ma alcune motivazioni risultano discutibili. Affidare il controllo di una barca al pilota automatico, soprattutto quando si tratta di uno yacht a motore che viaggia a velocità elevate, non mette solo a rischio l’ambiente, ma anche la vita di chi si trova in navigazione nelle vicinanze. Purtroppo, molti gravi incidenti in mare sono causati proprio da simili condotte.

Il fatto che il giudice abbia considerato aggravante la vicinanza alla costa potrebbe far pensare che in alto mare tali comportamenti siano accettabili, ci sembra sbagliato. Affidare la barca al pilota automatico senza un attento controllo dovrebbe essere sempre considerato un fatto grave perché mette a rischio la vita di altre persone.

© Riproduzione riservata

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