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giovedì 12 febbraio 2026
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Coppa America, esplode il caso legale: violato il Deed of Gift?

Coppa America al centro di una denuncia: il rispetto del Deed of Gift finisce sotto esame tra regole storiche, foil e futuro dell’evento.

John Donnelly Sweeney porta in tribunale la Coppa America
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La Coppa America attraversa una fase di tensione che non ha precedenti nella sua storia ultrabicentennale. Una controversia di natura legale, sollevata da un protagonista noto dell’ambiente velico, ha riaperto il confronto sull’applicazione delle regole che governano il trofeo più antico dello sport.

A esporsi è John Donnelly Sweeney, 56 anni, velista e armatore con una lunga esperienza nelle campagne di Coppa America. Ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia formale sostenendo che l’attuale edizione dell’evento sarebbe “gestita in modo illegale” rispetto ai principi fissati nel Deed of Gift, il documento giuridico che disciplina l’assegnazione della brocca.

Che cosa prevede il Deed of Gift

Il Deed of Gift, redatto a metà dell’Ottocento e depositato presso le corti di New York, stabilisce le modalità con cui deve essere lanciata una sfida, quali yacht club possano partecipare e quali requisiti tecnici debbano rispettare le imbarcazioni. Secondo Sweeney, la Coppa America contemporanea si sarebbe progressivamente allontanata da quel perimetro originario.

I moderni monoscafi foiling impiegati nelle ultime edizioni, a suo avviso, non rispetterebbero alcuni criteri storici, tra cui quelli relativi alla lunghezza a galleggiamento minima e all’assenza di sistemi di energia immagazzinata.

La possibile azione legale a New York

Il velista americano intende portare la questione davanti alla giurisdizione competente di New York, sostenendo che la Coppa così concepita non rifletta la natura del documento fondativo. Il Deed of Gift, osserva, non rappresenta una linea guida interpretativa ma un vincolo giuridico al quale Defender e organizzatori devono attenersi.

La vicenda si inserisce in un contesto già complesso. Negli ultimi anni la manifestazione ha attraversato trasformazioni profonde: dall’era dei monoscafi IACC al passaggio ai foil, dall’evoluzione dei formati di regata a protocolli di sfida sempre più articolati. Un percorso che ha alimentato opinioni diverse all’interno della comunità velica, riaccendendo il confronto sul ruolo sportivo, tecnologico ed economico della Coppa America.

Verso l’edizione 2027 tra sport, business e governance

Mentre il dibattito prosegue, la macchina organizzativa dell’edizione 2027 va avanti. Sono previste regate preliminari nel Mediterraneo e diversi team hanno già confermato la partecipazione, tra cui Luna Rossa ed Emirates Team New Zealand, impegnati nelle fasi di preparazione.

Se la disputa dovesse approdare in tribunale, la Coppa America si troverebbe a confrontarsi con uno scenario inusuale rispetto alle dinamiche sportive tradizionali. La questione di fondo resta aperta: la Coppa moderna, con i suoi mezzi e le sue regole tecniche, può dirsi pienamente conforme all’atto che ne ha sancito l’esistenza?

A New York si confronteranno due visioni. Da una parte chi vorrebbe una Coppa ancorata alla tradizione, con barche simili agli IACC come il Moro di Venezia e velocità di bolina attorno agli undici nodi nelle acque di San Diego. Dall’altra chi accetta l’evoluzione verso scafi capaci di superare i cinquanta nodi e di completare una virata in meno di sette secondi. In mezzo resta un dato strutturale: la Coppa America è una competizione dai costi elevati e la sua sostenibilità dipende anche dalla capacità di attrarre un pubblico globale. Ridurne la dimensione spettacolare significherebbe incidere sull’equilibrio economico che oggi la sostiene.

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