sabato 10 gennaio 2026
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Famiglia bloccata a Panarea per il mare in burrasca: il gesto di civiltà di un ormeggiatore

Bloccata a Panarea per il mare in burrasca, una famiglia trova aiuto grazie al gesto spontaneo di un ormeggiatore dell’isola, esempio concreto di solidarietà.

D'inverno il mare intorno alle Eolie spesso si ingrossa sino a fare paura. Nella fotografia il molo di Stromboli durante una burrasca
D'inverno il mare intorno alle Eolie spesso si ingrossa sino a fare paura. Nella fotografia il molo di Stromboli durante una burrasca
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Quella della famiglia Lombardo (nome di fantasia) è una storia che in questi giorni ha avuto inizio a Milazzo, da dove erano partiti per rientrare a casa, a Lipari. In questo periodo, alle Eolie, il mare è spesso molto mosso e le onde possono diventare imponenti. Normalmente, oltre allo scalo di Marina Lunga, a Lipari esistono altri due approdi utilizzati dagli aliscafi quando quello principale non è agibile, ma in quei giorni anche le alternative risultano impraticabili, ciascuna per motivi diversi.

L’aliscafo partito da Milazzo arriva davanti a Lipari dopo un viaggio infernale, con l’imbarcazione che letteralmente vola su onde alte anche tre metri. Lo scalo, però, è inagibile proprio a causa della burrasca e la nave non può fare altro che invertire la rotta e tornare indietro.

La famiglia Lombardo, però, non se la sente di affrontare di nuovo quel viaggio e chiede di essere sbarcata a Panarea. L’aliscafo accetta e lì padre, madre e due figli scendono a terra. Il padre giudica che i ragazzi stanno male, hanno vomitato per tutta la traversata e a Milazzo non conoscono nessuno, senza però considerare che Panarea, d’inverno, è quasi un deserto.

Una volta sul piccolo molo dell’isola, che d’estate è sempre affollata di turisti, la famiglia chiede all’ormeggiatore se esista un albergo, una locanda o un posto qualsiasi dove poter passare la notte. Luca Solfaro, questo il nome dell’uomo, scuote la testa con aria dispiaciuta: a Panarea, d’inverno, è tutto chiuso.

Bar, ristoranti e soprattutto alberghi riapriranno solo ad aprile, con l’inizio della bella stagione. La madre si dispera, il marito non sa cosa fare. I ragazzi continuano a stare male e passare la notte di burrasca sulle banchine del porto non potrà certo aiutarli. C’è poi il problema del cibo: è tutto chiuso, nemmeno un panino o una bottiglietta d’acqua. Gli unici esercizi aperti durante il giorno riapriranno soltanto la mattina seguente.

La situazione, pur non essendo drammatica, è davvero difficile.

Luca è un uomo di mare e, come tale, sa che un naufrago non si lascia mai solo. E per lui la famiglia Lombardo è proprio questo: una famiglia di naufraghi. Non ci pensa due volte e li invita a casa sua.

A casa Solfaro, quella notte, è stata quasi una festa: la cena è stata arrangiata con quello che c’era e, al momento di dormire, ci si è sistemati come si è potuto, chi sul divano, chi per terra, ma tutti hanno avuto un tetto sopra la testa.

In un momento in cui il mondo sembra impazzito, in cui troppo spesso ciascuno pensa solo ai fatti propri e guarda alle disgrazie degli altri con un distacco che fa male, Luca Solfaro, l’ormeggiatore di Panarea, ha dato a tutti una silenziosa lezione di civiltà.

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