Sulla tragedia, che ha coinvolto anche gli altri due pescatori a bordo della piccola imbarcazione a motore “Tris 1”, fortunatamente salvi e ricoverati in stato di shock, la procura di Imperia ha aperto un fascicolo con l'accusa di danneggiamento con pericolo colposo di naufragio e lesioni colpose rivolta ai due navigatori a bordo del multiscafo battente bandiera francese. Con il ritrovamento del cadavere, l'ipotesi di reato potrebbe aggravarsi. Le indagini dovranno accertare chi tra Philippe Alain Marie Dominique e Daligaul Lefebre fosse al timone dell'unità, oppure se “Pharmagora I” viaggiasse sotto pilota automatico. La barca intanto è stata posta sotto sequestro e per i coniugi transalpini è stato disposto l'obbligo di eleggere domicilio nella provincia di Imperia.
Secondo le prime ricostruzioni, sembra che Romano Mora sia svenuto in seguito all'urto, non riuscendo così ad abbandonare la pilotina prima dell'affondamento. “Quando siamo finiti in mare abbiamo tentato di fare il possibile per salvare Romano, rimasto dentro la cabina. C'era acqua da tutte le parti - ha raccontato Luciano Mora, uno dei sopravvissuti, dopo essere giunto in ospedale - abbiamo visto scivolare la pilotina, è stato un incubo”. Tutto ciò con mare calmo e un vento da ovest; condizioni che non lasciavano presagire a nulla di simile.
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