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domenica 31 agosto 2025
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Denuncia ambientalista: stop alla mattanza di cetacei

Negli ultimi giorni le associazioni ambientaliste si sono impegnate per richiamare l'attenzione sull'argomento, pubblicando anche foto molto cruente

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Copenaghen - Branchi di delfini attesi sotto costa per essere uccisi a colpi di ascia e uncini. Tutto ciò accade da circa duecento anni nelle isole Far Oer, un arcipelago sotto la giurisdizione della Danimarca ma che gode di ampia autonomia legislativa, dove questa barbarie viene considerata dalla popolazione locale una pratica di iniziazione per introdurre gli uomini appena maggiorenni nella società.
Negli ultimi giorni le associazioni ambientaliste si sono impegnate per richiamare l'attenzione sull'argomento, pubblicando anche foto molto cruente, con la speranza che questo massacro non si continui a ripetere nei prossimi anni. “L'orribile macellazione annuale - si legge in un comunicato dell'associazione Sea Shepard - di migliaia di cetacei indifesi nelle isole Far Oer è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso a causa del sangue e si sentono le urla degli animali feriti mortalmente. E' uno spettacolo mostruoso e un'oscenità abbracciata completamente dal governo e molta gente danese”. Sulla stessa linea di pensiero si è espresso anche Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace. “Questo tipo di caccia - ha dichiarato - non rientra nelle dimensioni di attività finalizzata al sostentamento della popolazione locale. Spesso si usa questa motivazione, come già accaduto nell'arcipelago norvegese delle isole Lofoten, ma poi i numeri e il giro d'affari la smentiscono totalmente”.

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