Negli ultimi giorni le associazioni ambientaliste si sono impegnate per richiamare l'attenzione sull'argomento, pubblicando anche foto molto cruente, con la speranza che questo massacro non si continui a ripetere nei prossimi anni. “L'orribile macellazione annuale - si legge in un comunicato dell'associazione Sea Shepard - di migliaia di cetacei indifesi nelle isole Far Oer è altrettanto crudele come la macellazione del delfino effettuata dai giapponesi nelle Taiji. Si vedono le baie tinte di rosso a causa del sangue e si sentono le urla degli animali feriti mortalmente. E' uno spettacolo mostruoso e un'oscenità abbracciata completamente dal governo e molta gente danese”. Sulla stessa linea di pensiero si è espresso anche Alessandro Giannì, responsabile mare di Greenpeace. “Questo tipo di caccia - ha dichiarato - non rientra nelle dimensioni di attività finalizzata al sostentamento della popolazione locale. Spesso si usa questa motivazione, come già accaduto nell'arcipelago norvegese delle isole Lofoten, ma poi i numeri e il giro d'affari la smentiscono totalmente”.
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