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venerdì 20 febbraio 2026
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Naufragio Bayesian: l’opinione del comandante Gregorio De Falco

Il comandante Gregorio De Falco, l'ufficiale che rimandò a bordo del Concordia Schettino, commenta il naufragio del Bayesian e ipotizza un problema nella tenuta della guardia.

Cosa pensa il comandante Gregorio De Falco del naufragio del Bayesian
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Rubrica: Cosa penso del naufragio del Bayesian

Tutti ricordano il comandante Gregorio De Falco, l’uomo che con il suo “Vada a bordo, cazzo” gridato a uno Schettino in fuga salvò l’orgoglio di molti italiani, che altrimenti si sarebbero identificati nella vigliaccheria del comandante della Concordia. Quando si parla di naufragi, è naturale pensare a lui, che con quella frase ha legato per sempre il suo nome alla tragedia della Concordia.

Per questo lo abbiamo contattato per conoscere la sua opinione sul naufragio del Bayesian, il superyacht a vela che nella notte del 19 agosto 2024 è affondato in pochissimo tempo nella baia di Porticello, portando con sé sette persone.

Il comandante De Falco, che è stato anche senatore della Repubblica, è ancora oggi in Guardia Costiera e lo resterà fino all’8 marzo, giorno in cui la sua lunga carriera giungerà al termine con il pensionamento. Gentile e disponibile come sempre, ha risposto a tutte le nostre domande, premurandosi però di chiarire fin dall’inizio di avere una conoscenza solo superficiale del caso Bayesian, limitata a quanto letto sugli articoli di giornale.

È altrettanto vero però che De Falco è uomo di mare da sempre e, come tale, un’idea di ciò che può essere accaduto se l’è fatta.

«Credo che sul Bayesian ci sia stato un problema con la tenuta della guardia». Il comandante ritiene che chi era incaricato di controllare che tutto funzionasse correttamente durante la notte, ovvero il marinaio Matthew Griffith che nelle ore del naufragio era di guardia, non sia stato in grado di comprendere cosa stesse accadendo. In sostanza, De Falco pensa che una parte della responsabilità possa essere attribuita all’equipaggio.

Secondo De Falco, un fenomeno meteorologico di quella intensità era prevedibile: un temporale così violento e vasto non arriva all’improvviso. Se il comandante James Cutfield, vedendo il temporale intensificarsi sopra Palermo, avesse deciso di disancorare e lasciare la barca alla deriva, lo scarroccio avrebbe probabilmente attenuato l’impatto delle raffiche e la barca, con ogni probabilità, non si sarebbe sdraiata.

Oltre queste considerazioni il comandante non ha voluto spingersi, proprio perché — come ha ribadito più volte — non è in possesso degli elementi necessari per formarsi un’opinione davvero affidabile.

© Riproduzione riservata

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