
Rubrica, l'E-Mail al direttore
Gentile direttore,
le scrivo perché ho un grande dubbio e forse lei può aiutarmi a chiarirlo. Il mondo sembra impazzito: siamo sempre più spesso in balia di leader che sembrano non avere limiti. Netanyahu, Trump e Putin danno l’impressione di poter fare ciò che vogliono, mentre noi europei, che in questa partita contiamo ben poco, restiamo a guardare. Ora, con l’ultima iniziativa di Trump contro l’Iran, fatta per compiacere i suoi alleati israeliani, la situazione internazionale appare ancora più instabile e il mondo sembra precipitare nel caos.
Al di là delle conseguenze che ogni guerra porta con sé — fame, morte e disperazione per migliaia di persone — tutto questo finisce per avere ripercussioni anche su di noi. Dell’Iran, in realtà, ci siamo sempre occupati poco, se non per una generica solidarietà verso un popolo oppresso.
Vengo quindi alla mia domanda. Per questa estate avevo programmato un viaggio in Thailandia, con l’idea di fare una crociera su una barca locale e poi spostarmi nel Mar Rosso per ripetere la stessa esperienza. Lei, che da quelle parti avrà sicuramente navigato, cosa mi può consigliare?
a) Le barche che operano in Thailandia e in Egitto sono affidabili?
b) Con l’attuale situazione internazionale, lei partirebbe lo stesso?
G. Lobuono
Navigare in Thailandia e nel Mar Rosso
Mi spiace deluderla, ma non ho mai avuto l’opportunità di navigare in Thailandia. Ho navigato nel Mar Rosso una sola volta, ma parliamo di circa quarant’anni fa, quindi la mia esperienza non può essere considerata un riferimento attendibile per la situazione attuale.
Per quanto riguarda la sua domanda — che, per inciso, mi è stata posta anche da diversi altri lettori — credo che, in un periodo come questo, tenderei a muovermi il meno possibile.
La situazione internazionale evolve di continuo e spesso senza un filo logico apparente. Prevedere cosa potrà accadere da qui a quattro mesi è quasi impossibile. Basti pensare a chi, qualche mese fa, aveva prenotato una vacanza alle Maldive: oggi raggiungere le isole è diventato complicato, e situazioni simili riguardano molte altre destinazioni nel mondo. Ancora più difficile è la condizione di chi si trova già in quei luoghi e deve rientrare.
L’idea di noleggiare una barca in posti lontani mi ha sempre affascinato: unire la scoperta di nuovi luoghi al piacere di navigare in mari sconosciuti è qualcosa di speciale. Tuttavia, quest’anno ho l’impressione che non sia il momento più adatto.
Prevedo che molte persone rinunceranno a viaggi lontani — forse anche a destinazioni relativamente vicine come Croazia e Grecia — e preferiranno restare in Italia, come avvenne durante il periodo del Covid. Il rischio, però, è lo stesso di allora: quando tutti arriveranno alla stessa conclusione, potrebbe non esserci più disponibilità di barche.
Per questo motivo, personalmente metterei da parte l’idea della Thailandia e del Mar Rosso e mi affretterei a prenotare una barca in Italia prima che si crei la solita corsa dell’ultimo momento.
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