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sabato 14 marzo 2026
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Sea Shepherd, azione in Mediterraneo

Scontro al largo di Tripoli tra gli attivisti e due pescherecci. Liberati 800 esemplari, che secondo l'associazione sarebbero stati catturati illegalmente

Un'attivista di Sea Shepherd in azione
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Tripoli – Dopo le balene, il tonno rosso. Gli attivisti di Sea Shepherd negli ultimi giorni si sono resi protagonisti di nuove attività in mare per difendere una specie sempre più in via d'estinzione in Mediterraneo. Questa volta, protagonista della vicenda è stato il peschereccio italiano Cesare Rustico e la sua barca appoggio Rosaria Tuna.
Secondo quanto raccontato dagli attivisti, mentre la Steve Irwin, la nave ammiraglia di Sea Shepard, disturbava le imbarcazioni, un gruppo di sommozzatori appartenenti all'associazione ambientalista, avrebbero tagliato le reti da traino del peschereccio italiano, liberando ottocento tonni rossi. Secondo gli attivisti, gli animali erano esemplari immaturi e, ad ogni modo, sarebbero stati raccolti oltre il limite di caccia imposto dalla Comunità Europea, ovvero il 14 giugno. Secondo Sea Shepherd, la Libia, nazione per cui operava il Cesare Rustico, avrebbe già raggiunto la quota di pescato imposta dal regolamento europeo, 725 tonnellate, lo scorso 9 giugno.
Ancora da chiarire le dinamiche dello scontro in mare. Secondo quanto raccontato dagli attivisti, la barca appoggio Rosaria Tuna avrebbe speronato la Steve Irwin, cercando di infastidire gli uomini di Sea Shepherd con dei mezzi marinai. Gli ambientalisti avrebbero risposto lanciando bottiglie di burro rancido, costringendo i pescatori a retrocedere. Un marinaio della Rosaria Tuna sarebbe anche caduto da bordo, ma secondo gli attivisti lo avrebbe fatto volontariamente.

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