
Nel mondo dei superyacht, dove ogni nuova costruzione viene raccontata con rendering, dettagli tecnici e interviste esclusive, esiste un progetto che sfugge completamente a questa logica. Si chiama Project Vela, misura 130 metri ed è destinato a diventare uno dei più grandi yacht a vela mai costruiti. Eppure, a oggi, di questa imbarcazione si sa quasi nulla.
Non ci sono immagini ufficiali, non è stato comunicato il nome del designer, non è chiaro il tipo di armo e nemmeno il concept generale è stato reso pubblico. Un silenzio anomalo, soprattutto per una barca di queste dimensioni, che contribuisce a renderla uno dei progetti più misteriosi e affascinanti in costruzione.
Le poche informazioni disponibili raccontano comunque una barca fuori scala. Project Vela sarà costruito in acciaio e alluminio e potrà ospitare fino a 12 ospiti, con un equipaggio di circa 50 membri. Un rapporto ospiti-membri dell’equipaggio altissimo: pochissimi yacht al mondo, a vela o a motore, hanno un rapporto del genere.
La barca avrà 6 grandi suite e una di queste, l’armatoriale, sarà di dimensioni imponenti. L’imbarcazione avrà una stazza lorda di 4290 tonnellate, una delle più grandi barche a vela del mondo. C’è chi indica il Project Vela come un enorme catamarano e chi invece ci vede un super monoscafo. Fatto sta che al momento ci sono solo congetture e rendering fatti sulla base di informazioni piuttosto scarse.
Un progetto enorme e pieno di interrogativi
Il progetto è stato annunciato nel 2022 e ha avuto un percorso costruttivo non lineare. Inizialmente avviato presso un cantiere croato di Spalato, è stato successivamente trasferito a poca distanza, a Troghir nel cantiere Brodotrogir, dove prosegue la costruzione. Anche la scelta del cantiere è un mistero. Una barca di 130 metri, per quanto si voglia risparmiare, è sempre un oggetto che costa diverse centinaia di milioni di euro: realizzare questi giganti del mare non è facile e ci vuole molta esperienza, a meno che non si voglia fare un prodotto solido ma decisamente scadente dal punto di vista estetico. Brodotrogir non ha alcuna esperienza di barche di questo tipo e dimensione. Brodotrogir è un cantiere croato che fa riparazioni di grandi navi e costruisce qualche superyacht, dove però la parola superyacht indica più le dimensioni della barca che il lusso che questa può esprimere.
Dopo il passaggio al nuovo cantiere ogni informazione si è interrotta. Nessun aggiornamento ufficiale, nessuna anticipazione, nessuna apertura verso il pubblico o i media. In realtà non si sa neanche se la barca è ancora in costruzione o no. L’unica cosa che si sa è che il cantiere dice che sarà varata nel corso di quest’anno, il che significa che la barca dovrebbe essere praticamente finita.
Questo livello di riservatezza non è casuale. Nel segmento dei grandi yacht sopra i 100 metri, la discrezione è spesso una richiesta diretta dell’armatore. Più il progetto è importante, più cresce la necessità di mantenere il controllo totale sulle informazioni. Project Vela sembra essere l’esempio perfetto di questa tendenza.
Se entrerà in acqua come previsto nel 2026, si unirà a un gruppo estremamente ristretto di sailing yacht oltre i 100 metri. Una categoria che comprende pochissime unità, come Sailing Yacht A, Black Pearl o Koru, e che rappresenta la punta più estrema della nautica da diporto.
A differenza di questi yacht, però, Project Vela non ha ancora un’identità pubblica. Non è stato presentato come innovativo dal punto di vista tecnologico, né come rivoluzionario nel design. Non ha una storia raccontata, almeno per ora. Ed è proprio questo a renderlo interessante.
Il valore della riservatezza nel mondo dei superyacht
Nel frattempo, il mercato dei superyacht a vela continua a evolversi in una direzione molto chiara: meno barche, ma sempre più grandi. I nuovi progetti sono rari, ma quando arrivano superano dimensioni e complessità delle generazioni precedenti. La vela, in questo segmento, diventa sempre più un elemento distintivo, quasi simbolico, all’interno di piattaforme galleggianti progettate per offrire comfort, autonomia e servizi di altissimo livello.
Project Vela si inserisce perfettamente in questo scenario. Non è una barca pensata per la prestazione pura, ma per un’idea di navigazione globale, con lunghi periodi a bordo e un’organizzazione quasi alberghiera. Il rapporto tra ospiti ed equipaggio, molto elevato, conferma questa impostazione.
Resta però una domanda aperta: perché non si sa nulla?
La risposta potrebbe essere semplice. In un mercato dove tutto è sempre più visibile e condiviso, il vero lusso diventa la riservatezza. Non mostrare, non raccontare, non anticipare. Creare attesa senza alimentarla.
Se sarà così, Project Vela potrebbe diventare uno dei lanci più sorprendenti degli ultimi anni. Non perché promette qualcosa di rivoluzionario, ma perché arriva senza aver detto nulla prima.
E nel mondo dei superyacht, oggi, questo è forse il segnale più interessante di tutti.
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