
Nel mondo della cantieristica nautica italiana si sta aprendo una fase di forte incertezza per The Italian Sea Group, il gruppo con sede a Marina di Carrara che negli ultimi anni ha acquisito marchi storici come Perini Navi, Admiral, Tecnomar e Picchiotti e sviluppato la produzione di yacht di grandi dimensioni. Tra le ipotesi che stanno circolando nel settore intorno al futuro del gruppo c’è anche l’interesse di Leonardo Maria Del Vecchio, il più giovane degli eredi dell’Impero di Leonardo Del Vecchio, attraverso il suo family office LMDV Capital.
Secondo diverse ricostruzioni, il fondo starebbe osservando con attenzione l’evoluzione della situazione del gruppo toscano, aprendo un dossier preliminare per valutare un possibile investimento. L’operazione non sarebbe ancora definita, ma si inserisce in un momento delicato per il costruttore di yacht, che nelle ultime settimane è stato travolto da problemi finanziari e societari.
Le difficoltà del gruppo e il peso della vicenda Bayesian
Le difficoltà di The Italian Sea Group sono emerse a inizio 2026, quando la società ha segnalato costi extra su alcune commesse in costruzione. L’azienda ha avviato una verifica interna affidata a KPMG per chiarire se gli sforamenti di budget siano legati a irregolarità nella gestione di alcune attività.
L’impatto sui conti è stato importante. L’erosione della liquidità ha costretto il gruppo a ricorrere a un finanziamento d’emergenza di 25 milioni di euro da parte dell’azionista di controllo e amministratore delegato Giovanni Costantino, mentre il titolo in Borsa ha perso gran parte del proprio valore nel giro di poche settimane.
Nel frattempo sono arrivate anche alcune dimissioni nel consiglio di amministrazione e il rinvio dell’approvazione del bilancio 2025, segnali che indicano quanto la situazione sia ancora in fase di chiarimento.
A complicare il quadro c’è anche l’effetto reputazionale legato al caso del Bayesian, affondato nella notte del 19 agosto del 2024 nella baia di Porticello poco distante da Palermo. L’episodio ha attirato l’attenzione mediatica sul gruppo e, secondo alcune analisi, avrebbe contribuito a rallentare l’arrivo di nuove commesse per grandi yacht negli anni successivi.
Il calo di interesse su un cantiere che ha costruito una nave rimasta coinvolta in un caso come quello del Bayesian è naturale. Finché l’inchiesta giudiziaria, che si sta prolungando oltre ogni aspettativa, non chiarirà se si è trattato di un errore umano o se il naufragio sia dipeso dalla barca che non è stata in grado di affrontare le condizioni meteorologiche di quella notte, Perini Navi continuerà a soffrire, sofferenza che si acuirà molto nel caso in cui dovesse emergere dalle indagini che la nave non era stata costruita come si sarebbe dovuto fare.
Nel mercato dei superyacht la reputazione del cantiere e la stabilità finanziaria sono elementi determinanti per convincere gli armatori a firmare nuovi contratti. Un periodo prolungato senza ordini può quindi incidere in modo significativo sulla sostenibilità industriale del progetto.
L’interesse di LMDV Capital
In questo contesto si inserisce il possibile interesse di LMDV Capital, il family office guidato da Leonardo Maria Del Vecchio. Il fondo ha dichiarato più volte di voler investire nella manifattura italiana di fascia alta e la nautica rappresenta uno dei settori simbolo del “made in Italy” industriale.
L’interesse non nasce del tutto dal nulla. Nel dicembre 2025 Del Vecchio ha acquistato proprio da The Italian Sea Group uno yacht di 72 metri prodotto dal cantiere Admiral che vide coinvolto, nel momento della sua costruzione, anche lo stilista Giorgio Armani, un progetto valutato oltre 100 milioni di euro.
Questo rapporto commerciale potrebbe aver facilitato una conoscenza diretta della realtà industriale del cantiere e delle sue potenzialità.
The Italian Sea Group è uno dei gruppi più rilevanti della cantieristica italiana nel segmento degli yacht di grandi dimensioni, con marchi e competenze tecniche che negli ultimi anni hanno attirato armatori da diversi mercati internazionali.
Per questo motivo l’eventuale ingresso di nuovi investitori sarebbe osservato con attenzione da tutto il comparto. Un’operazione di rafforzamento finanziario potrebbe stabilizzare la situazione del cantiere e garantire continuità a una filiera industriale che coinvolge centinaia di lavoratori diretti e numerose aziende dell’indotto.
Al momento non esiste alcuna decisione ufficiale. Tuttavia l’interesse manifestato da LMDV Capital conferma che, anche in una fase complessa, la cantieristica nautica italiana continua a rappresentare un settore capace di attirare capitali e attenzione da parte di grandi gruppi finanziari.
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