
Il mare come metafora della vita, una rotta tracciata con equilibrio fra fatica, scelte e orizzonti incerti: è questo il filo narrativo di Un’onda alla volta, il libro di Francesca Clapcich scritto insieme a Fabio Pozzo. Un’opera che va oltre la cronaca sportiva per spostare l’attenzione su ciò che la vela, quando diventa esperienza totale, può insegnare a chi la pratica e a chi la osserva.
La velista triestina, protagonista da anni sulla scena internazionale, ha scelto Milano per incontrare i lettori e raccontare dal vivo la genesi del volume. La presentazione si è svolta alla Libreria del Mare, luogo simbolico per chi vive la cultura nautica non solo come passione, ma come spazio di confronto e memoria condivisa.
Dal campo di regata al racconto
Nel libro, la vela resta centrale, ma non come semplice sequenza di risultati. La narrazione si muove tra passaggi formativi, momenti di svolta e scelte non sempre lineari, seguendo l’idea suggerita dal titolo: procedere “un’onda alla volta”, senza semplificare le difficoltà e senza trasformare l’esperienza in una favola a lieto fine.
Affiora così un racconto che alterna concretezza e introspezione: l’allenamento, la pressione, la gestione dell’errore, l’adattamento continuo alle condizioni esterne e a quelle interiori. Il mare compare come elemento reale, non decorativo: cambia umore, impone tempi, ridimensiona certezze.
Uno degli aspetti più riconoscibili del percorso di Clapcich è la capacità di portare nella narrazione temi che superano la dimensione sportiva. Nel volume emergono riflessioni sul posto delle donne in un ambiente ancora segnato da barriere culturali e su quanto contino, nel lungo periodo, riconoscimento, credibilità e opportunità reali.
Accanto a questo, si intravede un’attenzione costante alla responsabilità verso il mare: non come slogan, ma come consapevolezza maturata sul campo. È un tema che si intreccia con la pratica quotidiana della navigazione e con l’idea che il mare, per essere vissuto, vada anche difeso.
Il valore dell’incontro con i lettori
La presentazione milanese ha riportato il libro alla sua dimensione più diretta: il dialogo. Domande, curiosità, passaggi discussi ad alta voce: elementi che trasformano un testo in un’esperienza condivisa e che, soprattutto in un racconto di mare, restituiscono la sensazione di comunità che spesso nasce attorno alla vela.
Un’onda alla volta si propone così come un libro capace di parlare a pubblici diversi: a chi segue le regate e riconosce i passaggi tecnici, ma anche a chi cerca storie di determinazione, cambiamento e identità. Una navigazione fatta di avanzamenti graduali, con lo sguardo fisso sulla rotta e la consapevolezza che, in mare come nella vita, la continuità conta quanto la velocità.
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