Come affrontare il mare corto con una barca a vela: scegliere la rotta, regolare le vele e gestire la velocità per ridurre gli urti e navigare in sicurezza.
PUBBLICITÀ
Le onde corte e ripide possono rendere la navigazione più faticosa di un mare formato con onde molto più alte. Per affrontarle non basta ridurre la velocità: bisogna scegliere l'angolo giusto rispetto alle onde, regolare le vele e imparare a governare la barca seguendo il movimento del mare.
Chi naviga da qualche anno lo sa bene: non sempre sono le onde più alte a mettere in difficoltà una barca a vela. A volte basta un mare di un metro o un metro e mezzo, con onde molto ravvicinate, per trasformare una normale navigazione in un'esperienza decisamente sgradevole.
La prua sale sulla prima onda, precipita nel cavo successivo e, prima che la barca abbia recuperato il suo assetto, incontra una nuova parete d'acqua. Lo scafo sbatte, il sartiame viene sollecitato, gli oggetti negli stipetti cominciano a muoversi e l'equipaggio fatica a mantenere l'equilibrio.
È il classico mare corto, frequente nel Mediterraneo, soprattutto quando il vento rinforza
muovono in direzioni opposte. In queste condizioni, il problema non è necessariamente la capacità della barca di affrontare il mare. Una moderna imbarcazione da crociera può sopportare sollecitazioni considerevoli, ma questo non significa che sia opportuno sottoporla continuamente a violenti impatti. L'obiettivo dello skipper deve essere quello di ridurre gli urti, conservare il controllo della barca e limitare l'affaticamento delle persone a bordo. Per riuscirci, spesso è necessario rinunciare alla rotta più breve e modificare il proprio modo di governare. Perché il mare corto è così fastidioso Per comprendere il problema bisogna distinguere l'altezza delle onde dalla loro lunghezza, cioè la distanza tra due creste successive. Un'onda alta due metri, ma lunga alcune decine di metri, può essere affrontata da una barca a vela con un movimento relativamente dolce. La prua sale progressivamente, supera la cresta e scende lungo il dorso dell'onda. Se invece le onde sono alte un metro e mezzo e distano pochi metri l'una dall'altra, il movimento cambia completamente. La barca non ha il tempo di completare un'oscillazione prima di incontrare l'onda successiva. La prua viene soll
Contenuto riservato agli abbonati premium
Hai già un abbonamento? Effettua il login. Se hai il piano free, puoi passare al piano premium per leggere questo articolo.
Login
Se hai un abbonamento (free o premium), effettua il login.
Se hai il piano free, potrai effettuare l’upgrade dopo l’accesso.
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la nostra cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi negare il consenso interrompi la navigazione.
Accetto