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Il DDL 1624 introduce nuove regole per la nautica da diporto, chiarendo locazione, uso commerciale delle barche e adempimenti fiscali.
Il DDL 1624, denominato “Valorizzazione della risorsa mare”, è un disegno di legge promosso dal Governo e attualmente in discussione in Parlamento. L’obiettivo dichiarato è mettere ordine nelle politiche legate al mare e riconoscere questo ambito come una risorsa strategica per il Paese, non solo sotto il profilo ambientale, ma anche economico e industriale.
Una parte rilevante del provvedimento riguarda direttamente la nautica da diporto. Il Capo IV è infatti interamente dedicato a questo settore e l’articolo 15 introduce una serie di modifiche al Codice della nautica da diporto (decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171).
Gli obiettivi indicati dal legislatore sono chiari: sostenere la cantieristica, semplificare le procedure amministrative, favorire la digitalizzazione, migliorare la sicurezza e tutelare la concorrenza. Temi ben noti agli operatori del settore, spesso alle prese con norme poco chiare e interpretazioni contrastanti.
Locazione e uso commerciale: cosa cambia davvero
La modifica più significativa riguarda l’articolo 2 del Codice della nautica da diporto, dedicato alle unità utilizzate a fini commerciali. Con l’introduzione del nuovo comma 2-ter viene chiarita una possibilità rimasta finora in una zona grigia: quella per l’armatore privato di concedere la propria imbarcazione o nave da diporto in locazione a un’impresa che svolge attività commerciale di noleggio o locazione.
Il punto centrale della nuova disciplina è che l’uso commerciale dell’unità deve essere formalmente annotato nell’Archivio Telematico Centrale delle Unità da Diporto (ATCN). L’annotazione dovrà inoltre indicare il periodo temporale in cui la barca viene impiegata a fini commerciali, introducendo un criterio di trasparenza che in passato è spesso mancato.
Gli adempimenti previsti dal DDL 1624
Il disegno di legge chiarisce anche quali sono gli adempimenti necessari per rendere legittimo l’utilizzo commerciale dell’unità da diporto. In particolare, l’armatore dovrà:
- stipulare un contratto di locazione con l’impresa che utilizza l’unità;
- registrare il contratto presso l’Agenzia delle Entrate, con applicazione dell’imposta di registro pari al 3% del valore della locazione;
- redigere una dichiarazione di nomina armatore che, tramite lo Sportello Telematico del Diportista (STED), verrà trascritta nell’ATCN e annotata sulla licenza di navigazione.
Dal punto di vista fiscale, gli introiti derivanti dalla locazione restano soggetti a tassazione ordinaria. Proprio per questo assume particolare importanza la corretta redazione del contratto, che dovrà indicare in modo preciso i canoni relativi ai singoli periodi di messa a disposizione dell’imbarcazione, così da individuare correttamente i redditi prodotti nell’anno d’imposta ed evitare errori in sede di dichiarazione.
Il DDL 1624 rappresenta un passaggio significativo verso una normativa più strutturata per il mondo del mare e della nautica da diporto. Non risolve tutte le criticità del settore, ma interviene su un nodo centrale: la mancanza di coordinamento tra le diverse regole e tra le istituzioni chiamate a disciplinare e controllare le attività commerciali.
Il Piano del Mare e il ruolo del CIPOM
Il provvedimento si inserisce nel quadro del Piano del Mare 2023–2025, approvato dal Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare (CIPOM), l’organismo incaricato di coordinare l’azione dei diversi ministeri competenti in materia marittima.
Il DDL 1624 “Valorizzazione della risorsa mare” costituisce quindi un tassello importante nella costruzione di una normativa più chiara e consapevole, in un settore a lungo penalizzato da vuoti legislativi e, soprattutto, dall’assenza di un reale coordinamento tra le istituzioni coinvolte.
L'autrice
Federica Amodio è una commercialista specializzata nelle tematiche della nautica da diporto, con particolare attenzione alle problematiche delle società di charter, degli armatori privati – persone fisiche e giuridiche – e delle figure professionali del settore marittimo.
Contatti: f.consulenza@studiofuscoamodio.it
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