Come gestire una falla o un incendio a bordo. Il ruolo dello skipper, la prevenzione e le procedure per mettere in sicurezza l’equipaggio.
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Il ruolo dello skipper nella gestione delle emergenze è fondamentale, ma non sempre i comandanti sono in grado di far fronte all’evento imprevisto.
Due sono i tipi di emergenza che possono condurre all’affondamento dell’imbarcazione: la falla e l’incendio. Pur essendo entrambe molto pericolose, il secondo è più difficile da gestire.
L’esito di un’emergenza dipende per buona parte dallo skipper che l’affronta. Il comandante che porta la barca come un’auto, colui che non prende neanche in analisi la possibilità che si possa avere un incendio a bordo o che la barca possa urtare un oggetto sufficientemente grande e pesante da provocare una falla, è lo stesso che non sarà in grado di mantenere il sangue freddo e mettere in atto quelle procedure che permetteranno all’equipaggio di uscirne indenne.
Due casi che insegnano
La falla
Agosto 2005 – Un quattordici metri naviga verso Ponza. È notte e i passeggeri dormono. Ci si rende cont
kipper capisce che si tratta di una falla. Una falla improvvisa, senza aver urtato nulla; lo skipper non è preparato e si fa prendere dal panico. Lancia l’imbarcazione alla massima velocità verso il porto più vicino. La pressione dell’acqua contro lo scafo aumenta le dimensioni della falla, che si scoprirà più tardi essere preesistente e riparata male dal cantiere. Quando è ormai chiaro che la barca è prossima all’affondamento, è tardi per fare qualsiasi cosa. Il VHF non funziona perché le batterie sono sott’acqua. I razzi sono bagnati, il tender è sgonfio, i giubbotti nascosti nel gavone di prua. L’equipaggio fa appena in tempo a gettare l’autogonfiabile in mare e lasciare la barca, che affonda dopo poco. Una falla la si tampona dall'interno e poi, se si può dall'esterno mettendo una vela davanti la falla come fosse un grande pannolone. La pressione dell'acqua spingerà la vela contro la falla e rallenterà molto l'ingresso dell'acqua L’incendio Luglio 1989 – Un sedici metri naviga ormai da ore alla volta di Biserta, in Tunisia. Non c’è vento e procede a motore. Le ragazze sdraiate a prua sentono un ronzio ormai da ore, ma non ci fanno caso. A un certo punto dall’oblò di prua
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