
A settembre, dal porto francese di Les Sables-d’Olonne, partirà una nuova edizione della Golden Globe Race, la regata intorno al mondo in solitario che si corre senza scalo e con strumenti di navigazione tradizionali. Tra gli skipper iscritti ci sarà anche l’italiano Guido Cantini, velista e fotografo professionista che da anni lavora per arrivare a questa sfida oceanica.

Chi è Guido Cantini
Cantini, veronese, ha 58 anni e arriva alla Golden Globe Race con una storia personale piuttosto particolare, a metà tra vela e fotografia. È conosciuto infatti come fotografo sportivo specializzato nel mondo della vela e del windsurf, un lavoro che lo ha portato a seguire regate internazionali e protagonisti della navigazione oceanica. Nel 2005 ha ricevuto anche il Fujifilm Euro Press Photo Awards per il suo lavoro fotografico.
La vela però è stata presente nella sua vita molto prima della fotografia. Da ragazzo ha vissuto per diversi anni in Sudafrica, a Port Elizabeth, dove ha iniziato a regatare sulle derive e a frequentare l’ambiente velico locale. Optimist, Laser e poi windsurf sono state le tappe di una formazione nautica costruita nel tempo, tra scuola e mare.
Negli anni successivi Cantini ha continuato a navigare soprattutto per passione, alternando il lavoro di fotografo con lunghe navigazioni. Il progetto di partecipare alla Golden Globe Race nasce intorno alla metà degli anni 2010, quando decide di prepararsi per una regata che rappresenta una delle prove più dure della vela oceanica.

La Golden Globe Race e la barca Hannah of Cowes
La Golden Globe Race riprende lo spirito della storica regata del 1968: il primo giro del mondo in solitario, senza scali e senza assistenza, con strumenti di navigazione tradizionali e senza elettronica moderna. Gli skipper utilizzano barche progettate prima del 1988 e devono affidarsi a sestante, carte nautiche e capacità marinaresche.
Una regata che ha attirato molte critiche perché giudicata troppo poco attenta alla sicurezza dei suoi partecipanti.
Per affrontare questa sfida Cantini navigherà con Hannah of Cowes, un Vancouver 34 Classic progettato da Robert Harris e costruito dal cantiere inglese Northshore. È una barca a chiglia lunga di circa 10,4 metri, tipologia tipica della flotta ammessa alla Golden Globe Race, scelta per la sua robustezza e per la capacità di affrontare lunghe navigazioni oceaniche.
Cantini l’aveva comprata nel 2016 per partecipare alla prima edizione della Golden Globe Race ripartita nel 2018, progetto al quale ha dovuto rinunciare per motivi personali e che riprende ora per poter portare a termine il suo sogno di girare il mondo in solitaria.

Negli ultimi anni lo skipper italiano ha lavorato soprattutto sulla preparazione della barca e sull’accumulo di miglia in solitario. Tra navigazioni di allenamento e lavori di refit, il progetto GGR ha superato le 15.000 miglia percorse e Cantini ha completato anche la navigazione qualificante non-stop richiesta dall’organizzazione della regata.
Il percorso verso la partenza è stato costruito passo dopo passo: lunghe navigazioni nel Mediterraneo, trasferimenti oceanici e prove in solitario per verificare non solo la barca ma anche la capacità di restare da soli in mare per settimane. Un passaggio necessario per chi vuole affrontare un giro del mondo che può durare oltre duecento giorni.
Alla partenza del prossimo settembre Cantini sarà uno dei velisti italiani presenti nella flotta della Golden Globe Race. Per lui non si tratta soltanto di una regata, ma della conclusione di un progetto personale iniziato molti anni fa: prepararsi lentamente a una delle navigazioni più impegnative che esistano, affrontata con una barca classica e con gli strumenti della navigazione tradizionale.
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