
La stagione 2026 di Allagrande Mapei Racing si apre con un programma che mette al centro la preparazione tecnica dell’IMOCA e la costruzione dell’autonomia operativa necessaria per le regate oceaniche in solitario. Il progetto guidato da Ambrogio Beccaria prosegue così il percorso iniziato nel 2025, con l’obiettivo dichiarato di arrivare al Vendée Globe 2028, la regata intorno al mondo senza scalo e senza assistenza che rappresenta uno dei traguardi più impegnativi per uno skipper e per una squadra.
Un 2026 costruito sull’autonomia e sulla continuità del progetto
Nel passaggio dalle regate in equipaggio alle prove in solitario, la parola chiave diventa autonomia. Non solo quella dello skipper in mare, ma anche quella della barca, dei sistemi di bordo e del metodo di lavoro del team. Il 2026 viene impostato come un anno di consolidamento, in cui l’esperienza raccolta nelle regate precedenti deve trasformarsi in un pacchetto tecnico più efficace e in una gestione più solida delle risorse, elemento centrale per chi punta alle grandi traversate oceaniche.

Una parte importante della stagione passa dal lavoro in cantiere, dove ogni intervento ha un peso diretto sul comportamento della barca in navigazione. La preparazione prevede modifiche mirate che riguardano l’efficienza complessiva dell’IMOCA, con attenzione alla riduzione dei carichi e all’ottimizzazione dell’assetto in condizioni tipiche delle regate lunghe. Nel mondo IMOCA, il margine tra prestazione e affidabilità è spesso determinato da dettagli che diventano decisivi dopo giorni e settimane in mare.
Foil, gestione energetica e affidabilità: i punti chiave della preparazione
Nel percorso verso un programma oceanico sempre più orientato al solitario, la barca deve essere in grado di sostenere lunghe fasi di navigazione senza supporto esterno. Per questo gli interventi tecnici si concentrano anche su componenti che incidono sulla continuità di rendimento, come lo sviluppo e l’aggiornamento dei foil e la gestione dell’energia a bordo. Non si tratta solo di velocità pura, ma di trovare un equilibrio tra prestazione e resistenza, in modo che lo skipper possa contare su un mezzo stabile e prevedibile quando le condizioni meteo cambiano e la stanchezza si accumula.
Le regate della stagione precedente hanno rappresentato un banco di prova importante per comprendere limiti e potenzialità della barca nel confronto con la flotta IMOCA. Il 2026 nasce anche da quel patrimonio di dati e sensazioni, che ora viene tradotto in interventi concreti. In un progetto oceanico moderno, il lavoro non si esaurisce in mare: ogni navigazione produce informazioni utili per migliorare la barca e per affinare la preparazione, soprattutto quando l’obiettivo è arrivare pronti a un appuntamento come il Vendée Globe.
Le regate come test verso il solitario
Il calendario della stagione 2026 viene impostato come una sequenza di tappe che permettono di aumentare il numero di miglia e di decisioni prese in autonomia. Le regate diventano test di gestione, perché in solitario la barca non è solo una piattaforma tecnica, ma un sistema che deve funzionare con procedure essenziali e con una capacità di reazione rapida ai problemi. La crescita di uno skipper oceanico passa anche da qui, dalla capacità di interpretare il mezzo e di gestire la fatica senza perdere lucidità nelle scelte.
La rotta sul Vendée Globe 2028
Il riferimento finale resta il Vendée Globe 2028, un obiettivo che richiede tempo, pianificazione e una progressione coerente. La stagione 2026 rappresenta un passaggio intermedio in cui la squadra lavora per costruire un insieme di competenze tecniche e operative, indispensabili per affrontare un giro del mondo in solitario. Nel percorso di Allagrande Mapei Racing, la direzione è chiara: trasformare un progetto sportivo in una preparazione completa, capace di reggere la complessità delle grandi regate oceaniche.
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