NSS Group
ADVERTISEMENT
NSS Group
ADVERTISEMENT
domenica 1 febbraio 2026
NSS Group
  aggiornamenti

Bertarelli e il futuro della Coppa America: regole, equipaggi e continuità

Nell’intervista al Sole 24 Ore, Ernesto Bertarelli parla di Coppa America, della Partnership tra team, delle regole sugli equipaggi e dell’eredità dell’edizione 2007.

Ernesto Bertarelli, patron di Tudor Alinghi uno dei cinque team di Coppa America 2027
Ernesto Bertarelli, patron di Tudor Alinghi uno dei cinque team di Coppa America 2027
SVN GUIDE CHARTER SVN GUIDE CHARTER SVN GUIDE CHARTER
GUIDE DI CHARTER

In un momento di forte trasformazione per la America’s Cup, Ernesto Bertarelli torna a farsi sentire in modo articolato sulla direzione futura della competizione. L’intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore nei giorni scorsi conferma quanto già emerso nelle comunicazioni ufficiali della nuova America’s Cup Partnership: per Bertarelli, la Coppa deve muoversi verso un modello più regolare, sostenibile e prevedibile nel tempo, con cadenze meno dilatate e un sistema organizzativo che consenta a team, sponsor e organizzatori di pianificare con più anticipo.

È in questo contesto che prende forma il suo ritorno alla scena velica dopo anni di assenza. Alinghi, il team svizzero di cui Bertarelli è da sempre il principale sostenitore, è stato tra i promotori di un’alleanza — la Partnership — che coinvolge diversi sindacati internazionali con l’obiettivo dichiarato di dare continuità ai cicli di Coppa e di ridurre le incertezze che storicamente accompagnano la competizione più antica della vela.

Una delle precisazioni che Bertarelli ha voluto inserire nell’intervista riguarda la composizione degli equipaggi. Fino alla nascita del patto di Partnership, la normativa sulla nazionalità degli atleti era molto più restrittiva e influiva sulla possibilità di avere a bordo velisti stranieri, anche quando questi erano tra i migliori interpreti in assoluto.

Nel nuovo modello di Coppa, secondo Bertarelli, contare su un bacino di talenti più ampio e internazionale è non solo possibile, ma auspicabile. La sua partecipazione alla Coppa in corso, ha spiegato, era in qualche modo condizionata alla possibilità di imbarcare anche velisti non svizzeri, opzione che in passato non era consentita dai regolamenti più rigidi. Una scelta che, nella sua lettura, può contribuire a rendere la competizione più aperta e interessante per il pubblico globale e per gli stessi team.

La riflessione di Bertarelli si muove anche sul piano della storia personale. Nell’intervista non manca infatti un richiamo alla Coppa America del 2007, l’ultima edizione in cui Alinghi ha difeso con successo il titolo. La regata si svolse a Valencia e segnò la seconda vittoria consecutiva del team svizzero, che si impose con un punteggio di 5 a 2 contro Emirates Team New Zealand.

Quella edizione rappresentò anche un passaggio significativo nella storia del trofeo, essendo la prima Coppa disputata in Europa dopo la vittoria di Alinghi nel 2003 ad Auckland. Un evento che Bertarelli ha ricordato come rilevante non solo sul piano sportivo, ma anche sotto il profilo organizzativo.

Nel 2007 fu infatti Bertarelli a costituire America’s Cup Management, la società incaricata di organizzare l’evento, occupandosi della scelta della sede, della definizione del calendario, delle regole e delle relazioni con i club sfidanti. Un modello che, all’epoca, rappresentò un tentativo di dare alla Coppa una struttura più moderna.

Ripercorrendo quei passaggi, Bertarelli ha sottolineato come il contesto attuale sia profondamente diverso. Oggi i team non competono soltanto nella Coppa America, ma partecipano a circuiti paralleli, utilizzano piattaforme tecnologiche avanzate e si muovono all’interno di calendari sportivi più articolati. Una realtà che impone, secondo lui, una visione più ampia della vela agonistica.

Questa visione si riflette nella proposta di una Coppa America più integrata e meno episodica, capace di bilanciare innovazione tecnica, sostenibilità economica e prevedibilità gestionale. Nel corso dell’intervista emerge anche un approccio personale: Bertarelli ha dichiarato che gli piacerebbe vedere competere e vincere barche come Luna Rossa, in un clima meno contrapposto rispetto al passato.

La sua posizione si colloca quindi su due piani. Da un lato la volontà di sostenere un progetto condiviso che renda la Coppa più stabile nel tempo, dall’altro la consapevolezza che le dinamiche sportive e tecnologiche continuino a evolvere rapidamente.

Rimangono aperte questioni delicate, legate alla nazionalità degli equipaggi, alle alleanze tra team e all’equilibrio tra innovazione e spettacolarità. Ma, nella visione espressa da Bertarelli, una maggiore continuità di programma e regole più aperte sulla composizione degli equipaggi possono rappresentare una base più solida su cui costruire le prossime edizioni della Coppa America.

© Riproduzione riservata

SVN VIAGGI SVN VIAGGI SVN VIAGGI
ARTICOLI DI VIAGGI
WhatsApp SVN WhatsApp SVN WhatsApp SVN
CANALE WHATSAPP